Prevenire, diagnosticare e curare, ma anche informare e sensibilizzare i cittadini su una patologia che nel mondo, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda circa 50 milioni di persone di tutte le età.
È lo scopo della Giornata internazionale dell’epilessia, che quest’anno si celebra domani 10 febbraio .
L’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, dovute a un’attività elettrica anomala nel cervello. Le crisi possono variare da brevi momenti di assenza a convulsioni generalizzate che interessano l’intero corpo. I sintomi includono perdita di coscienza, movimenti incontrollati e alterazioni sensoriali, con manifestazioni che variano significativamente da persona a persona.Le cause dell’epilessia possono essere di natura genetica, conseguenti a traumi cranici, infezioni cerebrali o altre condizioni neurologiche. La diagnosi si basa su una combinazione di storia clinica, esami neurologici, elettroencefalogramma (EEG) e, in alcuni casi, imaging cerebrale. Pur non essendoci una cura definitiva, trattamenti come i farmaci antiepilettici, interventi chirurgici e terapie complementari contribuiscono a controllare le crisi e a migliorare la qualità della vita dei pazienti.




































