Sono state individuate nelle acque di scarico di Milano e Torino delle tracce di coronavirus risalenti al mese di dicembre 2019.
Lo riporta uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità che ha esaminato 40 campioni di acque reflue da ottobre 2019 fino al febbraio 2020, prelevati nei depuratori di diverse città del Nord Italia, in tempi antecedenti il manifestarsi del covid-19 nel nostro Paese..
La ricerca condotta da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria, rappresenta un nuovo tassello per comprendere l’inizio della circolazione del virus in Italia e fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall’analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia.
“I risultati, confermati nei due diversi laboratori con due differenti metodiche, hanno evidenziato presenza di RNA di SARS-Cov-2 nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18/12/2019 e a Bologna il 29/01/2020. Nelle stesse città sono stati trovati campioni positivi anche nei mesi successivi di gennaio e febbraio 2020, mentre i campioni di ottobre e novembre 2019, come pure tutti i campioni di controllo, hanno dato esiti negativi” – ha dichiarato La Rosa.
«I nostri risultati – ha sottolineato Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell’Acqua e Salute – confermano le evidenze consolidate ormai a livello internazionale sulla funzione strategica del monitoraggio del virus in campioni prelevati regolarmente nelle fognature e in ingresso agli impianti di depurazione».
Il ritrovamento del virus sicuramente non conferma automaticamente che lo sviluppo dell’epidemia nel nostro Paese sia scaturito da questi primi casi, ma una rete di sorveglianza sul territorio può rivelarsi preziosa per controllare l’epidemia.
“Abbiamo presentato -ha aggiunto Lucia Bonadonna, direttrice del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità – una proposta di azione al Ministero della Salute per l’avvio di una rete di sorveglianza, insieme ad Arpa ed Ispra su SARS-CoV-2 in acque reflue e già nel luglio prossimo avvieremo uno studio pilota su siti prioritari individuati in località turistiche. Sulla base dei risultati dello studio pilota, contiamo di essere pronti per la sorveglianza sull’intero territorio nazionale nei periodi potenzialmente più critici del prossimo autunno”




































