Sono 60 i centri nel mondo che stanno sperimentando la nuova molecola, il Daraxonrasib di cui 4 italiani: Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa, l’Istituto Oncologico Veneto e i due milanesi nazionale tumori ed europeo di oncologia.Il farmaco assunto per via orale una volta al giorno, ha fatto registrare una sopravvivenza complessiva media di 13,2 mesi rispetto ai 6,7 di chi ha ricevuto solo chemioterapia citotossica per via endovenosa. Fra l’altro il farmaco e’ ben tollerato con un profilo di sicurezza gestibile. Per la consigliera dell’Associazione Italiana Oncologica Medica e Ordinaria di Oncologia all’Universita’ di Pisa Chiara Cremolini, si tratta di un grande risultato: “ma è importante spiegare che non siamo ancora pronti per utilizzare routinariamente il farmaco nella nostra pratica clinica, non esistono programmi di uso nominale o compassionevole e sarà necessario attendere l’approvazione delle autorità competenti che ci auguriamo avvenga rapidamente, ma non frettolosamente”…è importante far sapere che in Italia sono in fase di attivazione delle sperimentazioni di questo farmaco nel trattamento del tumore al pancreas anche in stadi meno gravi e in linee più precoci. E che, per questo specifico tipo di tumore, esistono anche altre sperimentazioni promettenti con altre molecole con meccanismi d’azione simili”. La direttrice generale dell’ AOUP Katia Belvedere e’ consapevole che il tumore del pancreas e’ tra le patologie più difficili da curare:” Questo risultato ci mette però in condizione di prevedere grandi sviluppi nelle possibilità terapeutiche e siamo quindi sempre più determinati, come azienda ospedaliero-universitaria ad alta specializzazione, dove è essenziale l’integrazione quotidiana fra ricerca e assistenza, a fare la nostra parte come centro di riferimento per le cure oncologiche più avanzate e per offrire ai nostri pazienti le opportunità che derivano dalla sperimentazione clinica”.



































