“Con gli studi sull’immunità innata e gli anticorpi primitivi. i ricercatori italiani guidati da Alberto Mantovani stanno scrivendo un nuovo capitolo del libro di storia della medicina, portando alla luce le potenzialità che queste molecole offrono per la diagnosi e il trattamento delle infezioni, oltre che delle patologie autoimmuni e neurodegenerative”. Con queste motivazioni la Federazione dei medici internisti ospedalieri ha assegnato all’immunologo, direttore Scientifico di Humanitas e professore emerito di Humanitas University, il premio ‘Internal Medicine Research Award 2023’. “Già oggi le molecole dell’immunità innata sono usate in clinica come indicatori diagnostici e prognostici di infiammazione. Il loro livello nel sangue permette ad esempio di misurare lo stato infiammatorio e di prevedere l’evoluzione della malattia. Ma – ha detto Mantovani – serviranno anche per ottenere vaccini più efficaci, perché l’attività dell’immunità innata, messa in moto ad esempio dalle nanoparticelle che veicolano spike, è fondamentale per far partire la produzione di anticorpi contro spike stessa”. Parte di queste molecole sono in fase di sperimentazione per combattere alcuni tipi di cancro. “In un paziente oncologico – ha aggiunto – abbiano una prima linea della difesa immunitaria che si comporta come se fosse composta da guardiani corrotti. Le molecole dell’immunità innata hanno come obiettivo quello di rieducarli a fare il loro dovere”. Commentando poi la proclamazione della fine dell’emergenza pandemica da parte dell’Oms, Matovani si dice “preoccupato soprattutto per il Long Covid e per il milione de mezzo di mammografie non eseguite”. Ma di contro c’è anche un’eredità positiva del Covid. “Il primo risvolto è costituito dalla spinta verso la collaborazione della comunità scientifica”. Il secondo aspetto “è l’impulso dato alla ricerca che è riuscita a realizzare in un anno cose che prima si facevano in 10-12, come dimostrano i vaccini. Terzo aspetto la tecnologia a mRna che si è rivelata potente e flessibile e apre alla possibilità di vincere sfide, come quelle alla lotta di alcuni tumori”.



































