22 anni, malato di SLA da 4 anni, Paolo Palumbo, sul palco del teatro Ariston, dalla sua sedia a rotelle, vestito elegantemente, ha lanciato un forte messaggio di speranza e di fede, un vero e proprio inno alla vita, nonostante la paralisi totale. Con la sua canzone “ Io sto con Paolo” cantata con il rapper Kumalibre, Paolo Palumbo ha fatto conoscere le vicissitudini che vive ormai da 4 anni a causa della SLA, la sclerosi laterale amiotrofica che lo ha colpito a soli 18 anni, che ha bloccato il suo corpo, ma non ha scalfito minimamente la voglia di fare tante cose, dalla cucina alla musica le sue grandi passioni, grazie al sostegno della sua famiglia, in primis il fratello Rosario che lui stesso ha definito “ le mie gambe e le mie braccia”. Paolo Palumbo ha commosso con il suo discorso, nonostante la voce metallica del comunicatore vocale attivato dal movimento dei suoi occhi; ha emozionato proprio tutti, soprattutto quando ha detto: “ La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma di un ragazzo che non si è arreso. Se vi dicono che i sogni non si realizzano, sappiate che i limiti sono solo dentro di noi, la vita non è una passeggiata, ma dobbiamo affrontare tutte le sfide che ci mette davanti con tutto l’entusiasmo possibile». Forte anche la conclusione del monologo dal palco dell’Ariston del più giovane malato di SLA italiano, semplici domande rivolte ad ognuno di che colpiscono e fanno riflettere : “Avete speso bene il vostro tempo? Avete detto a tutti “ti voglio bene”? In questi ultimi anni ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione è poco e prezioso e dovremmo viverlo intensamente, riempiendolo di amore e di altruismo. Date al mondo il lato migliore di voi e vedrete che le cose andranno meglio, perché se abbiamo bisogno di un cambiamento è soprattutto nella mente, dove stagnano le disabilità più pericolose come la mancanza di empatia e tolleranza. Malattie come la mia ci rendono uguali, colpiscono senza giudicare le nostre storie, la nostra bontà, il nostro ceto sociale o i nostri progetti. Perciò, nel vostro piccolo, fate quanto più potete per aiutare il prossimo. Non buttate via la vostra vita, e quando di fronte a un problema crederete di non farcela, ascoltate e riascoltate la mia canzone, fatela sentire a chi amate e pensate a me e a tutti quei guerrieri che ogni minuto lottano per vivere.“





































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