ร quanto racconta lo studio pubblicato su Med – Cell Press e condotto dai ricercatori del laboratorio MINE (Modular Implantable Neuroprostheses), nato dalla collaborazione tra Universitร Vita-Salute San Raffaele e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e attivo presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele. I quattro pazienti coinvolti nello studio sono affetti da lesione midollare toracica cronica, classificata come funzionalmente completa: nessuno di loro รจ in grado di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe. Il gruppo di ricerca guidato dai professori Pietro Mortini e Silvestro Micera ha scoperto che, una volta impiantato lo stimolatore midollare, possono bastare una media di nove gradi di movimento del tronco per ottenere il controllo sul movimento delle gambe.
Muovere il tronco per intervenire sulla stimolazione
Quando รจ attiva, la stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale puรฒ provocare nella gamba due risposte opposte: l’estensione, che serve a reggere il peso del corpo in piedi, o la flessione di anca, ginocchio e caviglia, necessaria per avanzare il passo. I ricercatori del MINE Lab hanno osservato che puรฒ bastare una lieve estensione volontaria del tronco per passare dall’una all’altra, senza toccare le impostazioni dello stimolatore.
Gli autori hanno chiamato questo meccanismo trunk-mediated control, o controllo mediato dal tronco. L’ipotesi รจ che il piccolo cambiamento di postura sposti leggermente la posizione di midollo e radici nervose rispetto agli elettrodi, e che questo moduli gli effetti della neurostimolazione.
Il corpo stesso diventa parte dell’interfaccia di controllo. Non abbiamo bisogno di decodificare un segnale cerebrale o di aggiungere sensori esterni: sfruttiamo l’interazione tra un movimento residuo volontario, la biomeccanica del corpo e la stimolazione del sistema nervoso per generare il comando necessario al passo spiega Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna. In pratica, il tronco funziona da comando: decide quando la gamba deve flettersi, mentre a produrre il movimento รจ sempre la stimolazione.
Il risultato nasce dall’integrazione della stimolazione midollare con un percorso riabilitativo innovativo, intensivo, progressivo e individualizzato, finalizzato a trasformare le risposte motorie evocate dalla stimolazione in capacitร funzionali: dalla stazione eretta alle attivitร della vita quotidiana in piedi, fino al cammino,sottolinea il dottor Sandro Iannaccone, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
L’aspetto clinicamente piรน interessante รจ che non stiamo parlando di un recupero della capacitร di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe: quella capacitร รจ rimasta assente in tutti e quattro i partecipanti. Abbiamo invece trovato un modo per utilizzare una funzione volontaria preservata, il movimento del tronco, per controllare gli effetti della stimolazione e consentire alla persona di partecipare attivamente alla costruzione del passo,chiarisce Pietro Mortini, professore ordinario di Neurochirurgia all’Universitร Vita-Salute San Raffaele e direttore dell’Unitร di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma Knife dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.


































