La mamma di Arianna, la signora Luciana, si accorge quasi subito che qualcosa non va nella sua bambina. Inizia a camminare a due anni e a dire le prime parole a cinque. Iniziano gli approfondimenti clinici con una prima diagnosi di sindrome di Bardet- Biedl mai confermata dal punto di vista genetico. Passeranno vent’anni e grazie a una genetista del Policlinico di Milano, Donatella Milani, si arriverร ad identificare la vera causa della malattia di Arianna. E’ il pannello genetico aggiornato disponibile al Policlinico che consente di individuare sindrome anche rarissime come quella di ๐ฆ๐ถ๐ณ๐ฟ๐ถ๐บ-๐๐ถ๐๐- ๐ช๐ฒ๐ถ๐๐ che ha meno di 100 casi descritti nel mondo. Una sindrome del gruppo delle “๐๐ฟ๐ผ๐บ๐ฎ๐๐ถ๐ป๐ผ๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ฒ” che alterano i meccanismi che regolano le espressioni dei geni.La conoscenza della causa della malattia cambia la vita di chi ne e’ affetto, si riesce ad “orientare la cura” e anche quando non si arriva alla guarigione, nella maggior parte dei casi c’e’ un significativo miglioramento della qualitร della vita. Un nuovo inizio insomma per Arianna che ha dovuto attendere venti anni per conoscere il male che l’affligge, un nuovo inizio possibile grazie anche all’ambulatorio di genetica pediatrica che e’ diventato un punto di riferimento per queste patologie con il numero di pazienti piรน ampio a livello mondiale, oltre 250 casi, inseriti in un contesto di eccellenza clinica e scientifica prettamente dedicato alle sindromi genetiche dell’etร pediatrica.




































