๐จ๐ป๐ฎ ๐ฏ๐ฎ๐บ๐ฏ๐ถ๐ป๐ฎ A soli 20 giorni dalla nascita, una diagnosi precoce ha cambiato il destino di una bambina: senza lo screening genomico neonatale, avrebbe sviluppato una grave malattia genetica destinata a compromettere in modo irreversibile la vista, fino alla cecitร . Oggi, invece, grazie a un risultato mai ottenuto prima, quella stessa bambina potrร essere seguita tempestivamente e accedere a una terapia in grado di preservare la funzione visiva. Un risultato reso possibile dallo screening eseguito presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, dove vengono analizzati i campioni provenienti dalle neonatologie pugliesi attraverso tecnologie avanzate di sequenziamento. Quello della piccola, nata il 24 febbraio presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Altamura, รจ il primo caso in letteratura scientifica in cui sono state identificate, in epoca cosรฌ precoce, due varianti del gene RPE65, responsabile di gravi distrofie retiniche ereditarie come la retinite pigmentosa. Si tratta di una malattia genetica rara che colpisce la retina, compromettendo progressivamente i fotorecettori, le cellule che permettono di vedere. Il decorso รจ graduale ma severo: si inizia con difficoltร nella visione notturna, si perde progressivamente il campo visivo periferico e, nei casi piรน avanzati, anche la visione centrale. Nel caso del gene RPE65, il difetto genetico interrompe un passaggio fondamentale del ciclo visivo, impedendo alla retina di funzionare correttamente. Il danno รจ progressivo e irreversibile, ma oggi esiste una terapia genica in grado di intervenire sulla causa della malattia. La sua efficacia, perรฒ, dipende dalla precocitร della diagnosi: intervenire prima dei sintomi significa preservare la vista. La diagnosi รจ arrivata in appena 20 giorni, contro tempi tradizionali che possono richiedere fino a 6 mesi. Un elemento decisivo: perchรฉ quando i sintomi compaiono, il danno รจ giร in parte irreversibile. “Quando nel 2023 si partรฌ con la sfida dello screening genomico โ spiega il direttore della Genetica Medica del Di Venere, Mattia Gentile โ tra le diverse motivazioni vi era una famiglia da noi esaminata con identificazione di varianti nel gene RPE65: fratello e sorella di 18 e 20 anni che avevano giร perso la vista a causa della retinite pigmentosa. Se quella diagnosi fosse arrivata nei primi anni di vita e con la terapia genica oggi disponibile, quei due ragazzi avrebbero potuto conservare la visione. In Puglia esiste una particolare incidenza di questa patologia: il primo caso trattato in Italia con terapia genica, nel 2019, era proprio pugliese e presentava le stesse varianti identificate oggi nella neonata. Da qui la scelta di includere il gene RPE65 nel programma di screening. Oggi, dopo aver esaminato oltre 25mila neonati, questa scelta ci consente di identificare per la prima volta al mondo un neonato che svilupperร la patologia e di intervenire prima che si manifesti”. Il programma Genoma Puglia: numeri e innovazione Questo risultato รจ il frutto del programma “Genoma Puglia”, attivo dal 16 aprile 2025 e realizzato presso la Genetica Medica dell’Ospedale Di Venere, che ha introdotto per la prima volta uno screening genomico neonatale universale, gratuito e accessibile a tutti i neonati pugliesi. Attraverso una semplice goccia di sangue prelevata dal tallone e analizzata con tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, il programma ha giร coinvolto circa 25mila neonati, con un’adesione delle famiglie che supera il 90 per cento. In questo ampio bacino sono stati individuati oltre 500 bambini con patologie genetiche rare, per i quali รจ stato possibile avviare tempestivamente percorsi di sorveglianza e presa in carico. Solo nel 2025 sono stati analizzati piรน di 15.700 campioni, con l’identificazione di 422 casi patologici e un tempo medio di diagnosi ridotto a circa 25 giorni, piรน che dimezzato rispetto al passato. Un risultato reso possibile anche dalla capacitร organizzativa del sistema, che oggi consente di processare oltre 400 campioni a settimana coinvolgendo tutte le 24 neonatologie della regione. Il pannello genetico, in costante aggiornamento, comprende attualmente oltre 400 geni associati a circa 500 condizioni, selezionate in base alla possibilitร di intervenire con terapie efficaci o con percorsi clinici in grado di modificare l’evoluzione della malattia.




































