Effettuati due interventi in uno, valvola mitrale e riduzione rischio ictus.L’anziano era affetto da cardiopatia ischemica e numerose coomorbilita’ per età e condizioni cliniche, non era candidabile né alla terapia anticoagulante né a un intervento cardiochirurgico tradizionale. In un’unica seduta mini-invasiva, i cardiologi e gli emodinamisti sono riusciti prima a correggere l’insufficienza mitralica severa mediante l’impianto di una clip sui lembi valvolari e successivamente a chiudere l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, prevenendo così la formazione di trombi e il conseguente rischio di ictus.Per i pazienti più anziani e fragili, questo approccio offre vantaggi importanti: consente di evitare la chirurgia tradizionale, riduce i rischi operatori e i tempi di degenza e favorisce un recupero più rapido. La correzione dell’insufficienza mitralica può inoltre alleviare sintomi come affanno e stanchezza, migliorando in modo significativo la qualità della vitaLa procedura, eseguita in anestesia generale nella sala di Emodinamica, è stata effettuata dal dottor Francesco Cassano, con il coordinamento del responsabile della UOS di Emodinamica, dottor Maurizio Turturo, e il supporto di un’équipe multidisciplinare composta dai cardiologi Mariangela Cicala, Sergio Rutigliano e Saverio Lanzone, dalla cardiologa ecocardiografista Francesca Bux, dall’anestesista Valeria Zaccaria, dagli infermieri Alessandro Angelilli, Viviana Grandolfo e Francesco Molinari e dal tecnico sanitario di radiologia medica Giuseppe Bottalico. Sottolineano l’importanza dell’intervento il Direttore dell’UOC di Cardiologia Massimo Vincenzo Bonfantino e il dottore Maurizio TurturoLa UOC di Cardiologia del Di Venere è oggi una struttura in costante evoluzione. Negli ultimi mesi ha ampliato la propria offerta con nuove procedure di elettrofisiologia, tra cui le ablazioni con radiofrequenza per il trattamento delle aritmie sopraventricolari, consolidando un’attività che comprende ogni anno centinaia di procedure diagnostiche e interventistiche tra coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatori, studi elettrofisiologici e interventi strutturali sul cuore.




































