Calmierare i prezzi delle mascherine per agevolare i cittadini, riducendo l’aliquota IVA dal 22% al 4%: è la richiesta di Federfarma che si aggiunge a quella già formulata alle amministrazioni competenti per la fissazione di un indicatore di valore per le mascherine con eventuali riferimenti circa l’indicazione di una percentuale da applicarsi rispetto ai prezzi di acquisto e di vendita. Come riporta il sito di Federfarma, l ‘abbassamento dell’aliquota “parte dalla considerazione che la necessità di approvvigionarsi delle mascherine continuerà a caratterizzare anche le fasi successive all’emergenza in atto, sicché è ragionevole ritenere che tale materiale possa assumere la veste di vera e propria misura di profilassi al pari dei dispositivi medici destinati a soggetti affetti da menomazioni funzionali permanenti, che scontano, appunto, un’IVA al 4%.”. La proposta si unisce a quella di distribuire gratuitamente in farmacia tutti i dispositivi che dovessero pervenire dal canale della protezione civile. Un’altra proposta concreta dei farmacisti per venire incontro alle esigenze dei cittadini, tenuto conto del fatto che la riduzione dell’IVA non sembra poter incidere particolarmente sulle previsioni di gettito, visto che, prima dell’emergenza sanitaria in atto, la vendita delle mascherine presentava volumi ridottissimi con connessi limitati introiti IVA. La Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia nei giorni scorsi ha ottenuto anche un altro importante risultato: il via libera alla vendita singola delle mascherine, come disposto dal Commissario straordinario di Governo con l’ ordinanza del 9 aprile scorso che precisa(art.1) come sia consentita la vendita al dettaglio di DPI da parte delle farmacie ubicate nell’intero territorio nazionale, anche in assenza degli imballaggi di riferimento, con le opportune cautele igieniche e sanitarie adottate a cura del venditore, con l’adozione di misure di precauzione standard da parte del proprio personale. La vendita al dettaglio anche di una sola unità di DPI senza imballaggi di riferimento deve prevedere un prezzo inferiore o pari all’importo previsto per la singola confezione diviso il numero dei DPI presenti nella medesima.




































