Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato chiedono ai vertici dell’ASL e dell’AOU di Salerno, informazioni sul futuro dell’assistenza sanitaria. In una lettera ai Direttori Generali e sanitari dell’ASL Salerno ed ell’AOU Ruggi, al Presidente della Conferenza dei Sindaci ASL SA ed alla Dirigente URP, le due associazioni esternano le perplessità per l’attuazione dei cambiamenti che dovrebbero interessare la sanità locale: “Quale assistenza sanitaria territoriale fino al 2025 ? Abbiamo finalmente saputo in modo ufficiale e definitivo dove saranno allocate le Case di Comunita’, ospedali di comunita’, centrali operative, nella provincia di Salerno e sappiamo che saranno operative (forse) nel 2025.- scrivono per Cittadinanzattiva e il Tribunale per i diritti del malato: Margaret Cittadino, Maria Grazioso, Maria Pastore e Pasquale Trotta– La delibera è stata pubblicata nell’albo pretorio dell’ASL il giorno 25/08/2022 e nessun cittadino o associazione ha potuto partecipare per dare il proprio contributo nell’identificazione dei posti migliori per i cittadini, ma ora possiamo fare queste osservazioni e domande: -sono stati scelti i posti che i cittadini tutti possano raggiungere facilmente e con i mezzi pubblici? A Salerno non sembra ma si potrebbe ovviare modificando i percorsi dei trasporti pubblici e collegando le zone alte con via Leucosia o facendo, come dice il d.77 Case della salute “Spoke” nei quartieri più isolati e con fragilità socio sanitarie -come si garantisce l’applicazione del decreto 77 (riforma della sanità territoriale) fino all’attivazione delle case di comunita’? Il governatore De Luca ha parlato di modifiche organizzative negli ospedali per fare in modo che nei pronto soccorso arrivino solo i codici giallo-rossi, ma non abbiamo sentito parlare del potenziamento della medicina territoriale e di base.

Scusate la nostra ostinazione- aggiungono i rappresentanti di Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del Malato– nel continuare a proporre che, in attesa delle Case e degli ospedali di comunita’ e per ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, – è indispensabile potenziare i poliambulatori con presidi adeguati: una piastra radiologica anche con TAC, per fare gli screening, e con ecografi moderni, un laboratorio funzionante h24 ; Per gli esami ematici di base, specialisti ambulatoriali meglio organizzati e Infermieri sulle 24 ore. Assistenti sociali per decodificare i bisogni di salute e sociali. -è assolutamente necessario attivare le AFT e le uccp dando collocazione materiale e funzionale nei poliambulatori. -istituire nei quartieri più disagiati uno sportello ASL per informare i cittadini sui Loro diritti e informare gli organi di gestione dell’ASL sui bisogni dei diseguali -potenziare le USCA per poter affrontare la prossima ondata epidemica a domicilio E poter usare i farmaci antivirali a disposizione. La Campania è tra le regioni che ha usato meno farmaci e probabilmente questa è una delle cause della alta mortalità in Italia. -utilizzare il vecchio presidio di Torre Angellara per una unita’ di assistenza e Riabilitazione per eventuali pandemie, lasciando gli altri presidi alle proprie funzioni ed ai pazienti con altre patologie. Per Cittadinanzattiva e il Tribunale per i diritti del malato, infine è necessario che ASL SA e l’Azienda Ospedaliera si confrontino e condividano i percorsi dei pazienti in entrata e in uscita nei presidi ospedalieri in trasparenza e con la partecipazione dei cittadini, come affermano le normative dal PNRR mis. 5 e 6 e il decreto 77.




































