E’ stato il sindaco Cristoforo Salvati a confermare oggi la notizia giunta dall’Asl che a Scafati si è registrato un nuovo caso di positività al covid.
” E’ un operatore del ramo sanitario che lavora fuori dalla provincia di Salerno ed e’ asintomatico. Sta bene ed è in quarantena domiciliare. Non c’è motivo di allarmarsi -ha dichiarato il sindaco di Scafati aggiungendo -Avevamo la consapevolezza che nella fase di convivenza con il virus che stiamo affrontando potessero registrarsi nuovi casi di contagio. L’importante è tenere sotto controllo la situazione e, al momento, non ci sono ragioni per preoccuparsi. Continuiamo a fare la nostra parte. Come vedete, il covid-19 continua a circolare, anche se si è indebolito. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo mantenere le distanze di sicurezza, lavarsi spesso le mani ed indossare la mascherina. Dobbiamo continuare ad essere responsabili. Per noi e per gli altri.”
La conferma che il covid-19 non è andato via, arriva anche dallo Spallanzani di Roma
” L’ emergenza non è finita, il virus continua a circolare. Il ricordo dei morti deve essere sempre nei nostri cuori”.– Lo ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello “Spallanzani” di Roma, intervenendo ad “Agora’” su Raitre. “Non è il momento di polemizzare – ha aggiunto – in ogni cosa detta c’è un pezzetto di verità ma le informazioni vanno lette nel loro complesso”.
“Dobbiamo essere vigili perché questa operazione di ricostruzione della sanità, per la quale potremo avere tanti fondi, non si trasformi in un meccanismo terribile dove possano esserci ruberie e chi se ne approfitta: le emergenze sono il posto migliore perchè la gente si arricchisca” ha detto Ippolito.
Alla luce dell’emergenza covid che ha messo in evidenza luci ed ombre del servizio sanitario italiano, Ippolito ha detto: “I cittadini devono garantirsi che non ci siano più ospedali senza personale: cacciamo fuori i raccomandati e, se possibile, cacciamo fuori la politica dalla sanità. Ridefiniamo un nuovo modello di servizio sanitario: o lo facciamo adesso o non lo faremo più, ci vorranno altre due generazioni ”




































