Screening del pavimento pelvico per una diagnosi più rapida e terapie mirate L’Istituto di Cura Città di Pavia (Gruppo San Donato) è oggi punto di rifermento per l’individuazione della nevralgia del nervo pudendo in quanto, all’analisi clinica, si affianca la risonanza magnetica con protocolli dedicati, in grado di individuare sedi e meccanismi di conflitto del nervo e orientare verso il trattamento più appropriato.La corretta valutazione della compromissione del nervo pudendo rappresenta un passaggio chiave nell’inquadramento del dolore pelviperineale. Spesso confusa con altre patologie come lombalgia, prostatite, cistite, vulvodinia, endometriosi, proctalgia, la neuropatia del nervo pudendo è una condizione che si verifica quando il nervo, responsabile dell’innervazione della regione pelvica e perineale, subisce una compressione, uno stiramento o un’infiammazione. Dolore perineale persistente, fastidio in posizione seduta, disturbi urinari o sessuali: sitratta di sintomi difficili da interpretare che possono portare i pazienti a consultare più specialisti prima di giungere a una diagnosi. Questa condizione può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, interferendo con le attività quotidiane, lavorative e relazionali. Tra le possibili cause, il coinvolgimento del nervo pudendo è ancora oggifrequentemente sottovalutato e sottostimato: l’incidenza sarebbe di circa 1 caso su100.000, ma alcuni studi citano percentuali fino all’1% nella popolazione generale.«La risonanza magnetica, eseguita con protocolli specifici e interpretata da specialisti con competenze neuro-muscoloscheletriche, consente di escludere patologie che presentano sintomatologie simili, e di indirizzare il paziente verso il percorso di terapia più adeguato, riducendo i tempi della diagnosi ed evitando una cronicizzazione della patologia» spiega il dottor Dante Broglia, radiologo specialista in radiodiagnostica e scienza delle immagini presso l’Istituto di Cura Città di Pavia, con oltre 20 anni di esperienza nello studio del pavimento pelvico. «L’esame permette inoltre di identificare con precisione le sedi di possibile compressione del nervo, e di distinguere tra cause muscolari, anatomiche o funzionali, orientando verso trattamenti differenti, tra cui fisioterapia del pavimento pelvico, infiltrazioni mirate o, in casi determinati, approcci chirurgici. Il referto ottenuto dall’esame risulta fondamentale, anche perché spesso evidenzia danni non legati a cause meccaniche ma anatomiche, frutto di attività sportiva ad alta intensità o di cattive abitudini.»L’esame è quello tradizionale della risonanza magnetica: della durata di circa 30 minuti, è indolore e viene eseguito in posizione supina. Nella maggior parte dei casi non richiede l’utilizzo di mezzo di contrasto, la cui indicazione viene valutata in base al quesito clinico. L’approccio adottato si inserisce in un percorso multidisciplinare che coinvolge diverse specialità, con l’obiettivo di garantire una presa in carico completa e personalizzata del paziente.



































