Il report 89 conferma una situazione epidemica acuta nella settimana di monitoraggio corrente, con una incidenza settimanale che a livello nazionale, in diminuzione, rimane molto elevata. Dal consueto appuntamento del venerdì per conoscere l’andamento della pandemia in Italia, secondo i dati elaborati dalla Cabina di regia, Ministero della Salute ed ISS, emergono notizie incoraggianti, che potremmo così riassumere: cala l’incidenza dei nuovi casi, diminuiscono i ricoveri e l’indice Rt è sotto la soglia epidemica. Nella settimana 17-23 gennaio, con dati aggiornati al 26 gennaio, si osservano inoltre segnali di diminuzione della trasmissibilità e dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, ma si legge nel report 89-si confermano segnali plurimi di allerta a livello regionale nelle attività di sorveglianza e indagine dei contatti. “Nello scenario attuale persiste un forte impegno dei servizi assistenziali che continua ad imporre una revisione organizzativa delle prestazioni erogate a favore dei pazienti COVID-19.
Alla luce della elevata incidenza e della ormai quasi completa presenza della variante Omicron di SARS-CoV-2, è necessario il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani e riducendo le occasioni di contatto ed evitando in particolare situazioni di assembramento. Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto soprattutto clinico dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti.”- si legge nel report 89
Di seguito una analisi di alcuni dati del monitoraggio e le variazioni rispetto alla settimana precedente
• Si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 1.661 per 100.000 abitanti (17/1/2022-23/1/2022) vs 1.691 per 100.000 abitanti (10/1/2022-16/1/2022).
• La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti è la fascia d’età 0-9 anni con un’incidenza pari a 3.110 per 100.000 abitanti, subito seguita dalla fascia d’età 10-19 dove si registra un’incidenza pari a 2.667 per 100.00 abitanti.
Al momento, l’incidenza più bassa, ma sempre molto elevata, si rileva nelle fasce di età superiori agli 80 anni (603 per 100.000 abitanti per la fascia 80-89 e 798 per 100.000 abitanti per gli individui 90+) che presentano anche una maggiore copertura vaccinale sia con ciclo completo che con dose di richiamo.
• Nel periodo 5 gennaio 2022 – 18 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,86 – 1,18), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,96 (0,94-0,99) al 18/01/2022 vs Rt=1,01 (0,99-1,02) all’11/01/2022.
• Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva calcolato ai sensi del DM 30 aprile 2020 continua a diminuire arrivando al 17,5% (1.691/9.668), al giorno 25/01/2022, rispetto al 17,8% (1.715/9.616), al 18/01/2022. Il numero assoluto di persone ricoverate in terapia intensiva diminuisce leggermente, passando da 1.715 (18/01/2022) a 1.691 (25/01/2022) con un decremento relativo dell’1,4%.
• Il tasso di occupazione in aree mediche COVID-19 a livello nazionale è, invece, ancora aumentato ed è pari al 30,7% (20.037/65.344). Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 19.448 (18/01/2022) a 20.037 (25/01/2022) con un incremento relativo del 3%. Questo continua ad imporre una revisione organizzativa delle prestazioni assistenziali erogate a favore dei pazienti COVID-19.
• Quattro Regioni/PPAA sono classificate a rischio Alto , di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; 9 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio Moderato. Tra queste, tre Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio Alto, 8 Regioni/PPAA sono
classificate a rischio basso.
• 15 Regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza. Quattro Regioni/PPAA riportano molteplici allerte di resilienza.
• Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (652.401 vs 658.168 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (18% vs 15% la scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 41%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 44%).
• L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento, pari al 18%.
• L’epidemia si trova in una fase delicata e si osserva ormai da numerose settimane un forte impatto sui servizi territoriali ed assistenziali.
Per questo è necessario evitare un aggravamento ulteriore anche attraverso il rigoroso rispetto delle misure comportamentali individuali e collettive, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani, riducendo le occasioni di contatto ed evitando, in particolare, situazioni di assembramento.”- conclude il report 89




































