Nel giorno in cui si decide in merito all’imminente riapertura degli ambulatori all’ospedale di Salerno, diventa ancora più pressante la richiesta del Tribunale per i diritti del malato che con Margaret Cittadino, l’avvocato Pasquale Trotta e la coordinatrice PIT Salute Maria Grazioso, evidenziano le difficoltà che in particolare sta vivendo il reparto di oculistica dell’ospedale cittadino. I tre rappresentanti del TDM si fanno portavoce dei cittadini che ” lamentano soprattutto la mancanza di certezza per effettuare le terapie intravitreali che, fra l’altro, viste le norme restrittive anti covid, non possono essere fatte in altre regioni nè tantomeno in cliniche accreditate nè nel privato. Si tratta di terapie oculistiche che, se non praticate rischiano di procurare danni permanenti e cecità.” Una situazione che è stata sollevata nono solo dai pazienti e dal Tribunale del Malato ma anche da diversi medici a cui fino ad ora nessuno ha dato risposta. Il Tribunale del malato è andato oltre e ha fatto un’inchiesta per appurare cosa stia accadendo, scoprendo che al Ruggi l’Unità Operativa complessa di Otorinolaringoiatria coabita con l’Oculistica i cui spazi sono utilizzati anche dall’oculistica pediatrica e dall’oculistica universitaria. Con questa situazione, di fatto non sta operando una specialità che effettuava circa 2600 interventi all’anno e che trattava circa 700 pazienti per le terapie intravitreali. Di qui le richiesta di riportare subito il reparto Otorino al terzo piano del Ruggi di Salerno e la neurochirurgia dove si trovava prima per dare gli adeguati e funzionali spazi agli ambulatori dell’oculistica universitaria. Sarebbero molte le cose da fare senza perdere tempo per far ritornare in operatività il reparto che come detto ha numeri importanti al suo attivo. Ora che l’emergenza Covid è per fortuna sotto controllo è necessario far ripartire gli ambulatori per una richiesta di sanità che non è certo scomparsa durante questi tre lunghi mesi di epidemia.




































