๐ง๐๐บ๐ผ๐ฟ๐ถ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ฒ๐ด๐ฎ๐๐ผ: ๐น๐ฒ ๐ป๐ผ๐๐ถ๐๐ฎฬ ๐๐ ๐ฑ๐ถ๐ฎ๐ด๐ป๐ผ๐๐ถ ๐ฒ ๐๐ฟ๐ฎ๐๐๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ถ๐ป ๐๐ป ๐ถ๐ป๐ฐ๐ผ๐ป๐๐ฟ๐ผ ๐ฎ ๐ก๐ฎ๐ฝ๐ผ๐น๐ถ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐ถ ๐บ๐ฎ๐๐๐ถ๐บ๐ถ ๐ฒ๐๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐๐ถ ๐ถ๐๐ฎ๐น๐ถ๐ฎ๐ป๐ถ ๐ฑ๐ฒ๐น ๐๐ฒ๐๐๐ผ๐ฟ๐ฒDue giorni a Napoli, oggi e domani alla Federico II, organizzati dalla professoressa Filomena Morisco e dal professore Marcello Persico. “I tumori del distretto epatobiliare, dichiara la professoressa Morisco, sono neoplasie eterogenee di grande rilevanza clinica per incidenza e complessitร di trattamento che scontano una elevata incidenza in Campania anche per la pregressa endemia da epatite B e C. Oggi fortunatamente, grazie alla vaccinazione e alle nuove cure con farmaci antivirali queste malattie sono diventate prevenibili e curabili, sebbene le malattie mataboliche ( diabete ed obesitร ) stanno subentrando come rilevanti fattori di rischioโ. ๏ฟฝโLa gestione del paziente con neoplasia epatobiliare โ continua il Prof Persico โ deve tener conto del sottostante danno epatico, in genere si tratta di pazienti giร affetti da cirrosi, e questo rappresenta un fattore fortemente condizionante la terapia ed il suo successoโ.Per lโepatocarcinoma (HCC) il ventaglio delle opzioni terapeutiche รจ oggi ampio, diversificato ed efficace e spazia dalla chirurgia, alle terapie loco-regionali, al trapianto e infine alla terapia sistemica. ๏ฟฝโIn particolare โ concludono gli organizzatori – la recente disponibilitร di numerosi farmaci efficaci sia in prima linea che in linee successive di terapia, tra cui gli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI), gli anticorpi monoclonali e le combinazioni immunoterapiche, rendono il panorama terapeutico sempre piรน complesso e articolato. Lโapproccio terapeutico quindi deve tener conto non solo della malattia neoplastica ma, delle condizioni funzionali del fegato sottostante con un intento sempre piรน personalizzato sul singolo paziente. Centrale, in questa evoluzione, il concetto di gerarchia terapeutica, in cui le diverse opzioni di cura sono ordinate in base al loro beneficio in termini di sopravvivenza (dalla chirurgia alla terapia sistemica), Infine per garantire la migliore cura dei pazienti รจ indispensabile che la gestione del paziente sia guidata da un gruppo multidisciplinare (come del resto previsto dai Gom delle rete oncologica campana) composto da epatologi, chirurghi, radiologi, oncologi, etc, che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possano individuare il miglior trattamento per il paziente tra i vari disponibili indirizzandolo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione che offrono le migliori garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. โAll’incontro era prevista anche la partecipazione del Rettore dell’Unisa Virgilio D’Antonio che non e’ potuto essere presente per altri impegni istituzionali e che in un messaggio ha parlato di una due giorni di grande rilevanza per la comunitร scientifica e in generale per la ricerca ringraziando gli organizzatori professoressa Morisco ed in particolare il professore Marcello Persico per aver rappresentato l’Universita’ di Salerno e per il suo impegno scientifico, clinico e per le innovazioni sui trattamenti delle patologie.




































