Ormai tutto il mondo conosce Maria Rosaria Capobianchi, 67enne originaria di Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, capo del Laboratorio di Virologia in cui è entrata nel 2000, la giovane ricercatrice Francesca Colavita, da 4 anni nel laboratorio e Concetta Castilletti, 57enne, responsabile della Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia, autrici dell’isolamento del coronavirus. Il risultato da loro raggiunto nel laboratorio dell’INMI Spallanzani apre una via importante per la scoperta del vaccino, giacchè permette di verificare se il virus si sta modificando. Lo ha sottolineato, nell’annunciare l’isolamento del coronavirus il ministro della Salute, Roberto Speranza: “ L’Italia è il primo Paese in Europa a farlo. È il risultato ottenuto dai virologi a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia. L’isolamento del nuovo coronavirus, significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione: ora sarà più facile trattarlo“. Come riporta il Ministero della Salute:” Ora i dati saranno a disposizione della comunità internazionale. Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. l’Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca”, ha spiegato il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito. “Grazie all’ottimo lavoro dello Spallanzani, da oggi anche l’Italia potrà cominciare a lavorare direttamente per cercare una terapia”– ha commentato Silvio Brusaferro presidente dell’Istituto Superiore di Sanità nel congratularsi con il gruppo di ricercatori.
“L’isolamento virale, effettuato anche in Italia dallo Spallanzani – continua Giovanni Rezza Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss – permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni. In generale, l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali”.




































