Inquinamento e nuovi stili alimentari hanno causato negli ultimi due decenni un aumento esponenziale di allergie e intolleranze che colpiscono soprattutto i bambini. Di questo argomento, diventato uno dei principali temi della pediatria contemporanea per la sua alta incidenza, abbiamo parlato con il dottore Giovanni Basilio, medico pediatra di famiglia dell’azienda sanitaria locale di Salerno. La rinite allergica è tra le manifestazioni più frequenti, poi c’è l’asma e infine le allergie alimentari che interessano in modo particolare i primi due anni di vita del bambino. Le allergie alimentari in particolare sono una reazione del sistema immunitario ad un particolare tipo di cibo e anche una piccola quantità dell’alimento ingerito dal bambino può causare un problema, una reazione che si può manifestare in vari modi: problemi di digestione, orticaria e gonfiore, difficoltà respiratorie, diarrea, nausea, vomito. Tra le allergie più diffuse ci sono quelle ai crostacei, alle uova, al latte. Il bambino può essere sottoposto a dei test specifici se il problema persiste. E comunque il pediatra solitamente consiglia una dieta “a eliminazione” di alcuni alimenti che, dopo un certo periodo di tempo, verranno reintrodotti uno alla volta, dando la possibilità al medico di collegare la sintomatologia a specifici cibi.





































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