Le segnalazioni riguardanti le manifestazioni respiratorie provocate dalle droghe risalgono alla metà del XX secolo. Se il “fenomeno droga” è dilagante, anche le complicanze respiratorie e il danno in molti organi sono diffuse, ma non sempre sono diagnosticate. Infatti, il paziente tende a celare la sua abitudine voluttuaria, ostacolando la diagnosi e ritardando la terapia. Di qui la necessità di condurre un’anamnesi voluttuaria “umanizzata” e non “tecnicizzata” al fine di agevolare la scoperta del fattore etiologico sconosciuto. Il vecchio uso ricreativo della cannabis esplode con il jazz, la beat generation, i beatnik e gli hippy. I suoi effetti psicotropi sono dovuti all’azione del THC (tetraidrocannabinolo) della pianta sui recettori del sistema nervoso centrale chiamati CB1 e CB2. Questi recettori sono fisiologicamente il bersaglio degli endocannabinoidi, neurotrasmettitori endogeni che hanno un ruolo importante nella plasticità sinaptica. E’ noto inoltre da diversi anni che le droghe provochino danni al polmone.Ed e’ per questo che l’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno attraverso la sua commissione “Ambiente Salute e Prevenzione” ha ritenuto organizzare questo convegno aperto a tutte le professioni sanitarie, sia per dare continuità ad un percorso che ormai, dura da anni, sia per fornire informazioni alla classe Medica ed a tutti gli operatori che in qualche maniera, prendono in carico il paziente con “disturbi da uso di sostanze” al fine, non solo di consentire, una maggiore appropriatezza delle cure, ma anche e soprattutto, per attivare tutte quelle opere di prevenzione utili ad evitare il diffondersi di questa vera e propria pandemia.




































