Per una forte accelerata alla campagna vaccinale covid, sarebbe utile la somministrazione anche nelle farmacie e su questo fronte c’è la disponibilità della categoria interessata. Lo ha dichiarato il presidente di Federfarma Marco Cossolo nell’articolo pubblicato dall’Organo Ufficiale della Federazione che riportiamo integralmente: “Per somministrare i vaccini anti Covid in farmacia la norma c’è e noi siamo disponibili a iniziare sin da ora. Bisogna solo definire i protocolli”. A parlare è il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, che precisa come il coinvolgimento dei farmacisti nella somministrazione dei vaccini sia opportuno, soprattutto in prospettiva alla luce della necessità di vaccinare un ampio numero di soggetti con l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge. E d’altronde, dopo le incertezze iniziali, “nelle regioni in cui sono stati introdotti i test sierologici e i tamponi rapidi in farmacia, come Emilia Romagna, Lazio o Piemonte, il numero di quelli eseguiti è stato notevolissimo e gli effetti positivi sulla riduzione dei tempi di attesa si sono visti”. Alla luce di questo, Federfarma aveva già da tempo assicurato la disponibilità delle farmacie a partecipare attivamente alla le campagna vaccinale. Ora tale disponibilità è stata accolta, “si tratta di mettersi intorno a un tavolo – sottolinea Cossolo – e definire le modalità operative”. L’emendamento, approvato all’unanimità nella legge di Bilancio, prevede che i vaccini, quello contro il Covid come quello contro l’influenza, “possano essere somministrati in farmacia da un infermiere o un altro operatore sanitario adeguatamente formato, ovvero anche dal farmacista stesso, sotto la supervisione di un medico, così come accade nella maggior parte dei paesi europei”. Federfarma quindi, conclude Cossolo, “rinnova la propria disponibilità a collaborare e a mettere a punto il più rapidamente possibile i protocolli operativi per consentire la sicurezza di chi vaccina e di chi viene vaccinato. Vista la situazione è il caso di utilizzare tutte le risorse disponibili”. Favorevole alla possibilità di una collaborazione con le farmacie per la somministrazione del vaccino anti Covid, anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “Sarebbe una cosa ulteriormente utile, si tratta di affinare un protocollo. Vedremo. Quello che è certo è che dobbiamo fare presto e bene sulla campagna vaccinale”. Bonaccini ha ricordato gli “ottimi accordi” fatti in questi mesi con le farmacie del territorio che hanno reso possibile, ad esempio, la campagna di tamponi rapidi per studenti e familiari, personale scolastico e disabili”. A chiedere un immediato cambio di rotta sulle categorie da vaccinare prioritariamente, è l’onorevole Roberto Bagnasco, capogruppo di Forza Italia in XII Commissione Affari Sociali, che in una lettera al ministro Speranza chiede che “i farmacisti vengano inseriti da subito nei destinatari delle dosi vaccinali”. Anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri e il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, ribadiscono la necessità che i farmacisti possano vaccinare perché questo “consentirà di moltiplicare le opportunità di effettuare il vaccino accelerando il percorso verso l’auspicata immunità di gregge”. A tale proposito, entrambi auspicano che i farmacisti stessi siano inseriti nelle categorie da vaccinare in via prioritaria.




































