A ricevere l’emifegato un uomo di 62 anni affetto da un grave tumore del fegato, che sta bene ed è stato dimesso dall’Ospedale dopo solo cinque giorni dall’intervento.
L’intervento e’ stato eseguito al Blocco Tecnologico del Policlinico di Modena dall’equipe guidata da Fabrizio Di Benedetto, professore ordinario di Unimore e direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione 1, guidata dal professor Massimo Girardis, e del personale infermieristico del Blocco.
.Il trapianto di fegato con tecnica split permette di ottenere da un fegato intero un segmento laterale sinistro per un ricevente pediatrico ed un lobo destro allargato per un ricevente adulto. Lo sviluppo di questa tecnica è stato reso possibile dall’esperienza con la chirurgia robotica del gruppo diretto dal prof. Di Benedetto, che ha implementato l’uso di questa tecnologia sia nel campo della chirurgia oncologica del fegato, del pancreas e delle vie biliari, sia nel trapianto di fegato da donatore vivente. Nel 2024, infatti, per la prima volta in Italia e tra i primi tre casi al mondo a Modena era stato eseguito un trapianto di fegato con tecnica robotica mini-invasiva. La chirurgia robotica permette di ridurre le dimensioni dell’incisione chirurgica, ingrandire la visuale operatoria simile a quella di un microscopio, e annullare il tremore fisiologico della mano grazie al braccio robotico che sostiene gli strumenti.
“Quello che raccontiamo oggi è un ulteriore, straordinario esempio della sanità pubblica e universalistica che vogliamo tutelare e difendere- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi-. Un bene comune, a disposizione di tutte le cittadine e i cittadini dell’Emilia-Romagna, capace di curare in modo eccellente e di rispondere ai bisogni di salute di ciascuno, in ogni fase della vita e in ogni circostanza, dalla più semplice alla più complessa”
“Abbiamo avviato il programma di approccio robotico per il trapianto di fegato da un anno eseguendo il terzo caso al mondo di trapianto di fegato intero, e ad oggi questa tecnica rappresenta già circa il 10% della nostra attività – spiega il professor Fabrizio Di Benedetto, professore ordinario di Unimore e direttore della Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena-. Ci aspettiamo di confermare i benefici ottenuti dalla chirurgia mini-invasiva anche nell’ambito dei trapianti, riducendo la degenza ospedaliera e migliorando la ripresa post-operatoria dei pazienti.”
Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena “Questo significativo successo segna un altro importante traguardo per il Centro Trapianti modenese che ormai è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. Desidero quindi complimentarmi con tutti i professionisti coinvolti. Porgo un ringraziamento al donatore per il grande gesto di generosità, che la nostra equipe ha saputo valorizzare al meglio.
Carlo Adolfo Porro, rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia “La chirurgia robotica ha raggiunto un grado di maturità tecnica che consente di affrontare interventi complessi come questo, grazie a gruppi consolidati, capaci di integrare competenze cliniche, tecnologiche e scientifiche. Il team di chirurghi guidato dal professor Di Benedetto rappresenta un punto di riferimento anche fuori dai confini nazionali.”
Francesca Maletti, vicesindaca e assessora alla Salute del Comune di Modena “I progressi della medicina in ambito chirurgico, in particolare attraverso l’impiego della tecnologia robotica sono davvero sorprendenti e ci fanno sperare che in futuro le aspettative e la qualità di vita di pazienti, anche con gravi patologie, potranno migliorare ulteriormente.”
Andrea Ziglio, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena “L’attività di trapianto si fonda su un intenso lavoro di squadra e su un approccio multidisciplinare che coinvolge tutte le fasi del percorso clinico, rappresentando un modello organizzativo di eccellenza per la nostra struttura. Come Direzione Sanitaria, il nostro ruolo è quello di supportare, promuovere e facilitare questo straordinario impegno”.




































