Nella serata di domenica 21 dicembre 2025 un grave incidente stradale ha messo alla prova la rete dell’emergenza sanitaria del territorio. A rispondere con prontezza, competenza e grande professionalità è stato il presidio ospedaliero San Francesco d’Assisi di Oliveto Citra, dimostrando ancora una volta come anche un piccolo grande ospedale di periferia possa rappresentare un nodo essenziale e insostituibile del sistema di emergenza-urgenza.
Quattro i pazienti giunti contemporaneamente al Pronto Soccorso a seguito dell’impatto: una situazione complessa, critica, che avrebbe potuto mettere in difficoltà qualsiasi struttura. Tra i feriti, due bambine. Una di loro, in prognosi riservata, è stata stabilizzata e trasferita direttamente dal medico del pronto soccorso di Oliveto Citra all’ospedale Santobono di Napoli, centro di riferimento pediatrico di eccellenza nazionale. Un trasferimento delicato, gestito con tempestività e competenza, a tutela della piccola paziente.
La seconda bambina, anch’essa bisognosa di cure specialistiche, è stata successivamente trasferita presso l’Azienda Ospedaliera “Ruggì” di Salerno. Stessa destinazione anche per la nonna delle bimbe, gravemente ferita, anch’essa in prognosi riservata, che viaggiava a bordo dell’auto coinvolta nell’incidente.
L’ultimo paziente, l’autista del veicolo, nonno delle piccole, è stato invece ricoverato e preso in carico direttamente presso l’ospedale di Oliveto Citra, dove continua il suo percorso di cura.
Quello che emerge con forza da questa vicenda non è soltanto la gestione clinica e diagnostica con un bravo radiologo di turno in un evento traumatico complesso, ma la dimostrazione concreta di un modello sanitario che funziona: triage efficace, stabilizzazione tempestiva, corretta valutazione delle priorità, integrazione fluida con i centri di riferimento e uso appropriato dei trasferimenti secondari.
Il pronto soccorso diretto dal dr. Francesco Cembalo
Un lavoro di squadra, silenzioso ma decisivo, che conferma come i piccoli ospedali non siano presìdi marginali, bensì snodi nevralgici della rete dell’emergenza, capaci di fare la differenza nei momenti in cui ogni minuto conta.
In un’epoca in cui troppo spesso si tende a ridimensionare o a mettere in discussione il ruolo delle strutture periferiche, l’esperienza del San Francesco d’Assisi di Oliveto Citra racconta un’altra verità: la qualità non dipende dalle dimensioni, ma dalle competenze, dall’organizzazione e dal senso di responsabilità di chi opera ogni giorno al servizio dei cittadini della comunità salernitana e della confinante Irpinia che dista pochi km.




































