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Uno studio internazionale, al quale prende parte anche il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, unico centro in Italia, sta valutando lโefficacia di un innovativo radio-farmaco nel trattamento delle carcinosi da tumore ovarico sieroso di alto grado, in stadio III-IV, senza mutazioni BRCA e con meccanismo cellulare di riparazione del DNA (cosiddetta โricombinazione omologaโ o HR) funzionante integro. Lo studio riguarda donne sottoposte a chemioterapia neoadiuvante e a successivo intervento chirurgico. Questa popolazione ha al momento a disposizione poche possibilitร terapeutiche e rappresenta dunque un gruppo a elevato unmet need terapeutico.
La nuova speranza, testata allโinterno di un trial internazionale di fase 2 randomizzato, si chiama Radspherinยฎ; รจ un radio-farmaco che viene somministrato direttamente nella cavitร addominale, attraverso un tubicino, dopo la rimozione chirurgica del tumore. โIl farmaco โ spiega la professoressa Anna Fagotti, Ordinaria di Ginecologia e Ostetricia allโUniversitร Cattolica e Direttrice della Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS – รจ composto di particelle contenenti radio-224 combinato con microparticelle di carbonato di calcio, che rilasciano radiazioni alfa ad alta energia e a bassa penetranza (penetrano nei tessuti per appena qualche millimetro, dunque di fatto irradiano solo il peritoneo dove possono annidarsi le micrometastasi). Il farmaco viene somministrato una sola volta, attraverso un cateterino intraperitoneale, entro 1-3 giorni dallโintervento chirurgico. Lโintento รจ quello di distruggere eventuali cellule tumorali residue, limitando al contempo lโesposizione (e il danno) degli altri organi e a livello sistemico. Lโattivazione di questo studio รจ stata possibile grazie alla collaborazione con molte figure del Policlinico Gemelli afferenti a diverse specialitร , come la Fisica Sanitaria, la Medicina Nucleare e la Radioterapia Oncologica โ.
Lo studio, promosso dalla company norvegese Oncoinvent, coinvolge dieci centri tra Europa, UK e USA, tra i quali lโItalia (il Gemelli รจ lโunico centro italiano partecipante). In totale di 102 pazienti verranno allocate in maniera randomizzata a ricevere il trattamento attivo o il placebo (schema di randomizzazione 2:1), sempre in associazione al trattamento chemioterapico.
โObiettivo principale di questo studio, afferma Luigi Congedo, dirigente medico presso la UOC Carcinoma Ovarico e fellow nel master internazionale ESGO in ginecologia oncologica – รจ verificare se questo nuovo trattamento sia in grado di prolungare il periodo di tempo libero da progressione della malattia (PFS). I ricercatori valuteranno inoltre la sopravvivenza complessiva (OS) delle pazienti, il controllo di malattia a livello del peritoneo (PPFS), la qualitร della vita e la sicurezza della terapia, monitorando eventuali effetti collaterali. L’arruolamento delle pazienti รจ iniziato nel 2024 e il completamento del follow-up รจ previsto per il 2029. L’obiettivo รจ capire se questo approccio terapeutico, che agisce direttamente nell’area colpita dal tumore, possa migliorare i risultati clinici in una categoria di pazienti per le quali le opzioni di trattamento disponibili dopo l’intervento chirurgico restano ancora limitateโ.
โI primi risultati clinici ottenuti da precedenti studi nelle pazienti con carcinoma ovarico recidivante sensibile al platino โ conclude la professoressa Fagotti – mostrano segnali incoraggianti di efficacia e un profilo di sicurezza favorevole. Se confermati da ulteriori studi, questi dati potrebbero aprire la strada a una nuova opzione terapeutica per ridurre il rischio di recidiva dopo lโintervento chirurgico. Questa nuova strategia si andrebbe cosรฌ ad aggiungere ai trattamenti peritoneali giร utilizzati per le carcinosi peritoneali, come lโHIPEC (Hyperthermic Intraperitoneal Chemotherapy) e il PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy), giร da tempo disponibili presso il nostro centroโ




































