Uno studio del Pascale di Napoli, pubblicato su Cardio-Oncology, suggerisce che il grasso che avvolge il cuore possa accumulare interferenti endocrini presenti nell’ambiente e contribuire alle complicanze cardiovascolari. Un’ipotesi ancora da confermare, ma che apre una nuova strada nella ricerca.
Perchรฉ alcuni pazienti oncologici sviluppano complicanze cardiovascolari dopo le terapie, mentre altri, sottoposti agli stessi trattamenti, non presentano alcun problema? La risposta potrebbe dipendere non soltanto dai farmaci, dalla predisposizione genetica o dagli stili di vita, ma anche da un fattore finora poco considerato: l’esposizione, spesso invisibile e quotidiana, alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente.
ร la nuova pista di ricerca esplorata dalla Cardiologia dell’Istituto dei tumori di Napoli in uno studio pubblicato sulla rivista Cardio-Oncology del gruppo Nature. Il lavoro propone un’ipotesi biologica innovativa: il grasso epicardico, il sottile strato di tessuto adiposo che avvolge il cuore, potrebbe accumulare nel tempo gli interferenti endocrini e diventare un microambiente capace di alimentare l’infiammazione e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari nei pazienti oncologici.
Si tratta di un’ipotesi che richiederร ulteriori conferme sperimentali e cliniche, ma che amplia il campo della cardio-oncologia, disciplina nata per prevenire e trattare gli effetti delle terapie antitumorali sul sistema cardiovascolare e oggi sempre piรน orientata a comprendere tutti i fattori che possono influenzare il rischio cardiaco. Gli interferenti endocrini, conosciuti anche come Endocrine Disrupting Chemicals (EDCs), sono sostanze capaci di alterare il normale funzionamento del sistema ormonale. Sono presenti in moltissimi prodotti di uso quotidiano: bottiglie e contenitori di plastica, rivestimenti interni delle lattine, pellicole alimentari, cosmetici, pesticidi e numerosi materiali utilizzati nell’industria e nell’agricoltura.
.
Uno degli aspetti piรน innovativi dello studio riguarda il tessuto adiposo. Oggi il grasso non รจ piรน considerato un semplice deposito di energia, ma un vero organo endocrino, capace di produrre molecole che influenzano il metabolismo e i processi infiammatori. Molti interferenti endocrini sono lipofili, cioรจ tendono ad accumularsi proprio nel grasso corporeo. Da qui nasce l’ipotesi dei ricercatori del Pascale. .
Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che tumori e malattie cardiovascolari condividono numerosi meccanismi biologici, dall’infiammazione cronica allo stress ossidativo, fino alle alterazioni del metabolismo e dei processi che regolano l’attivitร dei geni. ร in questo contesto che si inserisce il concetto di esposoma, cioรจ l’insieme delle esposizioni ambientali che ciascuno accumula nel corso della vita: non solo l’inquinamento atmosferico, ma anche l’alimentazione, i materiali con cui entrano in contatto gli alimenti, le sostanze presenti negli ambienti domestici e lavorativi.
.




































