In ambito sportivo, intendendo quello dello sport che conta, quello professionistico, accade il medesimo trend positivo; l’osteopatia negli anni e sul campo operativo, ha dimostrato la sua validità in un contesto dove se non conti sei fuori, senza se e senza ma. Oggigiorno in moltissime società professionistiche sportive italiane, l’osteopata è parte integrante dello staff medico-rieducativo. Il connubio tra attività sportiva e osteopatia si esplica a diversi livelli: preventivo innanzitutto ma anche in fase rieducativa-riabilitativa. I principii e le tecniche di base dell’osteopatia risultano essere particolarmente utili in chi, come gli sportivi d’elite, utilizzano con una maggiore intensità il proprio corpo. Chi pratica sport sottopone il proprio fisico a pressioni e sollecitazioni meccaniche usuranti. A fronte della polivalenza positiva che la pratica sportiva possiede sulla fisiologia della macchina umana, la stessa pratica possiede di contro, aspetti negativi che incidono in primis sull’apparato osteo-artro -muscolare. Ossa, muscoli e articolazioni vengono sottoposti anche a traumi diretti che conducono tra gli altri alle distorsioni articolari, lesioni legamentose o muscolari e ciò a maggior ragione negli sports con contatto diretto; uno per tutti il calcio. A questo punto, entra in gioco il team medico-riabilitativo in seno alle società sportive ove, la figura dell’osteopata risulta essere utile, come già riferito sopra, sia per prevenire l’insorgenza di disfunzioni e problematiche meccaniche sia per ottimizzare e migliorare il recupero, la resistenza, la libertà articolare, l’equilibrio muscolare e la postura dell’atleta nella fase rieducativa.




































