Avviata al San Raffaele la procedura di rivascolarizzazione miocardica ibrida per il trattamento della patologia ischemica del cuore
Con una staffetta combinata tra cardiochirurghi ed emodinamisti, allโIRCCS Ospedale San Raffaele รจ stata messa a punto la tecnica di rivascolarizzazione miocardica ibrida (HCR) per il trattamento della malattia aterosclerotica coronarica, una patologia invalidante che continua a essere la principale causa di morte in Italia.
La malattia aterosclerotica coronarica
La malattia aterosclerotica coronarica รจ una patologia a carico delle arterie del circolo coronarico, responsabili del trasporto di sangue e ossigeno al cuore, ed รจ caratterizzata dalla formazione di accumuli lipidici (placche) che determinano restringimenti e occlusioni. Questa patologia, oltre ad essere molto frequente nella popolazione, progredisce con il passare degli anni.
La malattia puรฒ rimanere silente o stabile nel corso della vita del paziente, non determinando sintomi o eventi acuti, ma, nella maggior parte dei casi, puรฒ sfociare in patologie piรน severe, manifestandosi come angina o infarto miocardico acuto, caratterizzate da dolore toracico e mancanza di fiato. Quando lโischemia รจ grave, se non trattata precocemente, si va incontro alla necrosi di una parte del muscolo cardiaco, il cosiddetto infarto del miocardio.
Lโintervento tradizionale
I trattamenti classici per questa patologia sono:
lโintervento cardiochirurgico di bypass coronarico (CABG) in sternotomia mediana con la circolazione extracorporea ed eventuale arresto cardiaco;
lโangioplastica coronarica (PCI).
Nel primo caso si procede con il prelievo di arteria mammaria interna e di un segmento di vena grande safena, che vengono utilizzate per bypassare le stenosi coronariche; nel secondo caso, invece, attraverso lโarteria radiale viene introdotto un catetere che permette di dilatare il punto in cui รจ presente lโocclusione e posizionarvi uno stent.
I limiti dellโintervento cardiochirurgico tradizionale sono:
la grande invasivitร ;
la necessitร di un ricovero prolungato.
Invece, i limiti dellโangioplastica coronarica sono:
la precoce recidiva di malattia;
la necessitร di ripetere la procedura di rivascolarizzazione.
Lโintervento cardiochirurgico mininvasivo ibrido
La procedura di rivascolarizzazione miocardica ibrida, messa a punto dai cardiochirurghi dellโIRCCS Ospedale San Raffaele diretti dal professor Francesco Maisano, prevede un intervento combinato di cardiochirurgia attraverso il bypass coronarico e lโintervento di angioplastica coronarica percutanea con stent.
Questo tipo di operazione permette di associare i benefici a lungo termine del bypass coronarico mininvasivo del principale ramo coronarico, lโarteria interventricolare anteriore bypassata con lโarteria mammaria interna, al trattamento di angioplastica dei restanti rami coronarici.
Afferma il dottor Andrea Blasio, responsabile dellโUnitร Funzionale Tecniche Chirurgiche Mininvasive allโinterno dellโUnitร di Cardiochirurgia dellโOspedale San Raffaele: โLa personalizzazione di questo tipo di intervento รจ data dal fatto che possiamo decidere con quali tempistiche e come eseguire i 2 step dellโintervento: prima la parte cardiochirurgica e successivamente la parte percutaneaโ.
Continua la dottoressa Marta Bargagna, cardiochirurga: โLโottimizzazione รจ data dal fatto che per lโarteria interventricolare anteriore viene eseguito il trattamento chirurgico di bypass con arteria mammaria interna, che al momento รจ riconosciuto come il migliore in assoluto in quanto a durata e riduzione della mortalitร , allo stesso tempo evitando la sternotomia e lโarresto cardiaco derivati dallโeseguire un trattamento totalmente chirurgicoโ.
I vantaggi dellโintervento ibrido
โI vantaggi sono molteplici:
ridotta invasivitร (una ferita chirurgica piรน piccola) rispetto allโintervento completamente chirurgico tradizionale;
tempo di ospedalizzazione. Il paziente recupera piรน velocemente la sua autonomia e dopo una settimana puรฒ tornare a casa e riprendere le proprie attivitร .
Questa tecnica, eseguita solo in 2-3 centri in tutta Italia, permette la personalizzazione e lโottimizzazione del trattamento di rivascolarizzazione, unโopzione terapeutica valida soprattutto per pazienti piรน fragili e con piรน co-patologie croniche o invalidantiโ, spiega il dottor Andrea Blasio.




































