Laura è nata 38 anni fa solo con il ventricolo sinistro del cuore, ma ora è mamma della piccola Atena. Le donne con cuore univentricolare che sono riuscite ad avere figli, sono ancora poche e Laura era al corrente delle difficoltà che avrebbe incontrato. Con questa patologia, il rischio di complicanze cardiovascolari è alto e la gravidanza rappresenta uno stress ulteriore per un organo già in difficoltà, aumentando il volume del sangue, il lavoro cardiaco e il rischio di complicanze materne e fetali.
E’ stato un percorso difficile cominciato nel 2022 che ha incluso: due aborti spontanei, gravi aritmie con ricoveri in gestazione, tre interventi chirurgici e un post parto complesso e 57 giorni di ricovero. Tutto però si è concluso nel migliore dei modi: mamma Laura, la piccola Atena e il papà Giovanni, stanno bene e continuano la loro vita quotidiana di famiglia. Negli anni, sono stati fra 30 e 50 i casi analoghi pubblicati in letteratura.
Il parto cesareo prematuro. Nell’affrontare la sfida forse più difficile della sua malattia e coronare il sogno di diventare mamma, Laura ha anche dovuto affrontare lo scoglio della rottura prematura delle membrane. Lo scorso maggio, a 32 settimane e 4 giorni di gestazione, si è immediatamente attivata l’équipe multidisciplinare dell’Azienda ospedaliera che aveva già predisposto un percorso assistenziale dedicato a Laura. La piccola Atena sarebbe nata con un taglio cesareo, poiché il rischio di sanguinamento e arresto cardiaco in anestesia totale si sarebbe potuto gestire meglio, piuttosto che durante il travaglio. L’intervento è stato eseguito dal prof. Stefano Uccella, con la dott.ssa Anna Festi. L’anestesia è stata condotta dal prof. Leonardo Gottin con la dott.ssa Eleonora Pedrazzoli, alla presenza della cardiologa pediatrica dott.ssa Alessandra Cristofaletti. L’operazione si è conclusa senza complicanze, con una perdita ematica contenuta. Laura ha poi trascorso la notte in Terapia intensiva. La bimba, con un peso di 1.690 grammi, è stata subito presa in carico dai neonatologi dott. Carlo Alberto Forcellini e dott. Renzo Beghini. Il ricovero della bambina in Neonatologia a Borgo Trento è durato quattro settimane, ma le condizioni cliniche sono risultate buone fin dalla nascita. La crescita è stata regolare e dopo la dimissione è stato possibile per Laura donare il suo primo latte.
Gravidanza a rischio. Al lieto fine ha contribuito il percorso gestazionale seguito da subito come gravidanza ad alto rischio ostetrico, che infatti ha avuto diverse complicanze. Il cuore di Laura faticava ad adattarsi alla gestazione. Intorno alla 27a settimana si sono verificati due episodi di aritmia severa che hanno reso necessari due ricoveri nell’Uoc Cardiologia, diretta dal prof. Flavio Ribichini, e in Ostetricia e ginecologia. Al secondo ricovero si è riscontrato un rallentamento della crescita fetale che ha quindi intensificato il monitoraggio ostetrico. Le principali complicanze che hanno caratterizzato la gestazione erano: un cuore affaticato, la doppia anti-coagulazione necessaria ad evitare le trombosi, la pressione venosa elevata, tipica della patologia di Laura ma che determina un rischio maggiore sanguinamento al parto. Inoltre, risultava impossibile la somministrazione dei farmaci che nel post-nascita riducono le perdite di sangue dall’utero. Sia il parto naturale che il cesareo costituivano elementi di rischio: il primo a cause delle forti spinte, il secondo per l’elevata probabilità di sanguinamento e di complicanze.
Le complicanze nel postpartum e puerperio. A causa della fragilità del sistema elettrico cardiaco e di ripetuti episodi di svenimento, a tre settimane dal parto si è reso necessario l’impianto di un pacemaker, eseguito dal dott. Luca Tomasi, referente del laboratorio di Elettrofisiologia ed elettrostimolazione. Dopo circa due settimane era ripresa l’emorragia uterina ed è quindi stato necessario procedere verso l’isterectomia, l’intervento di rimozione dell’utero è stato eseguito dall’équipe ginecologica guidata dal prof. Stefano Uccella e dalla dott.ssa Anna Festi.
Il team multidisciplinare. Il gruppo multidisciplinare dedicato alla gestione delle cardiopatie in gravidanza, composto da ginecologi (prof.ssa Ricciarda Raffaelli, dott.ssa Carla Zamboni, dott.sse Elena Mantovani, Anna Presti e Carlotta Tosadori), i cardiologi (dott. Matteo Ciuffreda, dott.ssa Alessandra Cristofaletti e dott. Paolo Ferrero), gli anestesisti e le ostetriche, hanno seguito Laura fin dalle prime settimane di gestazione, garantendo assistenza continua nonostante l’elevato rischio clinico.
La decisione di procedere con il taglio cesareo è stata condivisa tra l’équipe ginecologica guidata dal prof. Stefano Uccella, i cardioanestesisti coordinati dal prof. Leonardo Gottin, i neonatologi guidati dal dott. Renzo Beghini e il gruppo di cardiologia pediatrica diretto dal dott. Matteo Ciuffreda.
La malattia di Laura. La diagnosi di cardiopatia grave senza causa apparente a Laura era arrivata appena nata. Si trattava di un’atresia della valvola tricuspide ed il mancato sviluppo del ventricolo destro: le possibilità di vita oscillavano tra pochi mesi o pochi anni. Laura, entro i 4 anni, si sottopone a 3 interventi per permettere al cuore di funzionare solo con la camera contrattile di sinistra. Oltre trent’anni fa, l’intervento è stato eseguito a Milano con la procedura della “circolazione di Fontan”, un approccio chirurgico che dal 1971 reindirizza il sangue venoso direttamente alle arterie polmonari senza passare per il ventricolo destro migliorando l’ossigenazione del sangue. I pazienti con “circolazione di Fontan” richiedono una costante gestione specialistica per monitorare le funzioni emodinamiche e prevenire complicanze, un percorso di cura che avviene nella Cardiologia di Borgo Trento.
La mamma si racconta. Alcune parole di Laura estratte dalla lettera di ringraziamento inviata all’ospedale di Borgo Trento. “Fino a pochi anni fa, mai avrei creduto che una gravidanza fosse nelle carte che la vita mi aveva riservato. Ancora oggi faccio fatica a realizzare che non sto sognando. Le probabilità di successo apparivano veramente esigue, contro probabilità molto più alte di conseguenze serie e/o invalidanti. Così io e mio marito avevamo deciso, con grande dolore, di rinunciare. Ma ce l’abbiamo fatta, siamo a casa e siamo famiglia. Tutto questo è stato possibile grazie all’instancabile lavoro del personale dell’Ospedale Borgo Trento, che ci ha accompagnati passo dopo passo con una professionalità eccezionale e una grandissima umanità. Non mi sono mai sentita una ‘semplice paziente’: tutti si sono occupati di me con una cura che non credevo possibile. Nel post-parto ci sono stati momenti difficili, ma Atena era già con me, e lei, insieme a tutto il team di professionisti e alla rete di parenti e amici, mi hanno dato la forza di andare avanti e di rialzarmi in quei momenti di scoraggiamento, per fortuna pochi”.
Erano presenti: Callisto Marco Bravi direttore generale AOUI Verona, prof. Stefano Uccella direttore UOC Ostetricia e Ginecologia, prof. Leonardo Gottin direttore UOC Terapia Intensiva Cardio-toraco-vascolare e le anestesiste Eleonora Pedrazzoli e Elena Caporossi, dott. Matteo Ciuffreda responsabile USD Cardiologia Pediatrica, prof. Giovanni Battista Luciani direttore UOC Cardiochirurgia. Presente anche la signora Laura con la piccola Atena.




































