In questa prima fase la CO2 sara’ utilizzata, con l’adozione di protocolli personalizzati, solo su alcuni pazienti ma, fanno sapere dall’ ospedale veneto, questa metodica sarà utilizzata presto per tutti coloro che hanno bisogno di una tac con contrasto ottimizzando così il dosaggio dei raggi x. Il tutto e’ stato reso possibile grazie al lavoro dei reparti di chirurgia vascolare, nefrologia e radiologia con i professori Franco Greco e Michele Antonello, professore Federico Nalesso e dottore Giorgio De Conti. Un obiettivo che sembrava impossibile anche a detta delle stesse aziende specializzate, ma che e’ stato perseguito con caparbieta’. Creato con una stampante 3D un modellino in silicone che ha consentito in via sperimentale di poter dimostrare che era possibile l’uso di CO2.




































