In Italia il primo trapianto di fegato completamente robotico era stato effettuato a Modena. Per la prima volta al mondo nell’ azienda ospedaliera universitaria di Padova l’equipe del professore Umberto Cillo ha trapiantato un organo completamente protetto da una macchina da perfusione durante l’impianto. La strumentazione robotica ha permesso di impiantare l’organo attraverso semplici fori e senza chirurgia open, mentre la sofisticata tecnologia delle macchine da perfusione รจ servita a tenere in vita l’organo espiantato migliorando tutte le sue funzionalitร . La sfida enorme รจ stata realizzare un intervento ad elevatissima complessitร come il trapianto di fegato attraverso piccoli fori nell’addome, cioรจ in mininvasivitร , proteggendo l’organo durante tutte le fasi dell’impianto.ร stato come costruire l’Amerigo Vespucci dentro una bottiglia di vetro lavorando solamente dal collo e facendo attenzione ai minimi particolari con perรฒ di mezzo la vita dei pazienti.La chirurgia italiana, almeno nei centri di altissima specialitร , ha oggi chiuso l’era della trasformazione dalla chirurgia aperta, cruenta e macro invasiva alla chirurgia mininvasiva raggiungendo la vetta piรน importante che รจ il trapianto di fegato.Per i pazienti i potenziali vantaggi sono molti: degenza ridotta in terapia intensiva e in reparto; dolore post operatorio piรน breve e meglio controllato; minor rischio di complicanze di parete; minor rischio infettivo; miglior risultato estetico.Padova si conferma anche quest’anno il primo Centro italiano per trapianti di fegato e per presa in carico di persone con tumore al fegato.




































