In vista dell’Alcohol Prevention Day (APD) 2021 che si celebra domani 14 maggio, l’ISS ha diffuso i dati sul consumo dell’alcol in Italia, denunciando l’allarme per le problematiche che riguardano soprattutto le fasce piรน vulnerabili. Questo il documento integrale dell’ISS: Il consumo di alcol in Italia conferma la tendenza osservata negli ultimi anni dโincremento – pur non stasticamente significativo – del consumo pro-capite passato dai 7,5 lt alcol puro del 2016 ai circa 8 litri del 2018 (stima OMS) con una media triennale diย 7,84 litri pro-capite. Sono piรน di 36 milioni i consumatori di alcolici nel 2019 (M=20 milioni; F=16 milioni), ย il 77,8% degli italiani di 11 anni e piรน e il 56,5%, delle italiane per le qualiย si conferma il trend in crescita dal 2014. La prevalenza degli astemi nel 2019 รจ stata del 18,3% tra gli uomini e del 38,1% tra le donne, e per queste il trend continua a diminuire, facendo registrare un ulteriore decremento del 3,4% rispetto allโanno precedente. Nel 2019, sono circa 8,2 milioni dโitaliani (5,7 milioni, 21,5 %) e dโitaliane (2,5 milioni, 8,9 %) di etร superiore agli 11 anni le persone che hanno adottato su base regolare, quotidiana, modalitร di consumo a rischio di bevande alcoliche con evidente e sostanziale invarianza da oltre 8 anni, fatta eccezione per una riduzione tra i consumatori a rischio di sesso maschile dal 23,4 % del 2018 al 21,5 % del 2019. I dati pre-Covid del 2019, presentati nel corso dellโAPD e cui si riferisce ilย Rapporto ISTISAN 2021/7ย e la Relazione annuale del Ministro della Salute, trasmessa a maggio 2021 al Parlamento, evidenziano nellโanalisi per classi di etร che le fasce di popolazione con consumatori piรน a rischio รจ, per entrambi i generi, quella dei circaย 750.000 minorenni, prevalentemente 16-17enni (M=42,2%; F=39,2%), seguita da oltre 2,7 milioni di anziani ultra-65enni ( M=34,0% ; F= 8,6 %), fascia in cui un maschio su tre e una donna su dieci consuma secondo modalitร a rischio. La prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile รจ superiore a quelle delle donne per tutte le classi di etร a eccezione dei minorenni. La persistenza di uno zoccolo duro rappresentato da un numero cosรฌ elevato di consumatori e consumatrici a rischio appare peraltro ulteriormente aggravato dal riscontro recentissimo, non ricompreso nei report ed elaborato come appendice statistica in un factsheet per lโAPD, di un incremento al 23,6 % per i maschi e al 9,7 % per le femmine nel corso del 2020 che consumano a rischio (unico dato reso disponibile dallโanalisi preliminare dellโindicatore di sintesi ISS, condiviso dallโISTAT sui dati BES, Benessere Equo e Sostenibile, per lโanno del lockdown). A preoccupare in particolar modo รจ lโaumento registrato nel 2020 delleย giovani consumatrici a rischio, le 14-17enni, che superano per numerositร , per la prima volta, i loro coetanei consumatori a rischio (F=30,5%; M=28,4%) in un quadro complessivo dโincremento del rischio al femminile diffuso a tutte le classi di etร sino ai 60 anni e di incrementi registrati tra i maschi, piรน evidenti tra i 35-e i 60 anni. Altra variabile collegata al rischio รจ il bere per ubriacarsi, ilย binge drinking, lโabbuffata alcolica di 6 o piรน bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione, modalitร a rischio seguita da oltre 3,8 milioni di consumatori (2,8 milioni maschi; 1 milione femmine) di cui 830.000 11-25enni (21,8 % del totale dei binge drinkers in Italia) che giungono allโintossicazione, rappresentando un grave problema sia di salute che di enorme pressione sul sistema di pronto intervento per le procedure di disintossicazione e di ricovero. Nel 2019 i binge drinkers rappresentano il 10,8% tra gli uomini e il 3,5% delle donne di sopra gli 11 anni; lo studio dei modelli di consumo tra i giovani ha mostrato che nel 2019 i livelli piรน elevati in assoluto nella popolazione hanno riguardato in particolare il 16% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di etร , di questi il 20,6% maschi e lโ11% femmine,
Lโapprovvigionamento delle bevande alcoliche non ha conosciuto pause nel periodo del lockdown e il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e anche meno controllati relativamente l controllo del divieto di vendita a minori , cambiando molte abitudini, tra le altre anche gli acquisti su canali online di e-commerce, ย che, per il settore delle bevande alcoliche, si stima abbiano conosciuto unโimpennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nellโhome delivery, con un aumento dei consumi domestici registrati da piรน settori. Lโisolamento ha favorito un incremento di consumo incontrollato di alcol anche favorito da aperitivi digitali sulle chat e sui social network, spesso in compensazione della tensione conseguente allโisolamento, alle problematiche economiche, lavorative, relazionali e dei timori diffusi nella popolazione resa sicuramente piรน fragile dalla pandemia.
I servizi di alcologia e i dipartimenti per le dipendenze e di salute mentale, a causa delle chiusure obbligate dallโimpossibilitร di ricevere utenti in presenza, hanno registrato una crescita di difficile gestione prima, durante e dopo i lockdown per la scarsitร delle risorse a disposizione, per la quantitร di richieste inevase per le restrizioni anti-COVID-19 e lโimpreparazione relativa a soluzioni digitali solo tardivamente introdotte in maniera disomogenea sul territorio dimostrando i gap da colmare con una indispensabile riorganizzazione degli aspetti organizzativi, gestionali, funzionali e logistici delle strutture del SSN. L’Osservatorio Nazionale Alcol e il Centro dellโOrganizzazione Mondiale della Sanitร per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol dell’Istituto Superiore di Sanitร , attraverso la rete di collaborazioni internazionali, anche attraverso audizioni in Senato, sta partecipando e mettendo nelle disponibilitร dei decisori politici tutte le evidenze utili per delineare e implementare rinnovate strategie e i piani di azione e prevenzione.
Nel corso del 2019 si sono verificati complessivamente 43.148 accessi in Pronto Soccorso (M=29.860; F= 13.288) caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile allโalcol, il 69% erano maschi e il 31% femmine. La maggior parte degli accessi al PS si riferisce alle persone tra i 18 e i 44 anni ma colpisce che ancora il 10 % circa degli interventi sia richiesto per i giovani sotto i 18 anni (2573 accessi per i maschi e 2150 per le femmine), dato molto preoccupante alla luce dellโincremento del 18% registrato per i maschi e del 25% per le femmine. Anche qui รจ da sottolineare come la differenza fra i generi – marcata nelle altre fasce dโetร in cui gli accessi per i maschi sono molto superiori a quelli delle femmine – sia molto meno ampia nei minorenni. Nel 2019 sono state registrate complessivamente 54.001 dimissioni ospedaliere per problemi causati totalmente dallโalcol con una prevalenza per malattie epatiche croniche o cirrosi, disturbi mentali, dipendenza o abuso di alcol anche causa dโincidentalitร stradale evitabile.
Alla mortalitร รจ da aggiungere quella parzialmente attribuibile allโuso di alcol giร stimata dallโOMS e dal WHO Collaborating Center in ISS: 17.000 decessi evitabili (M=11.670; F=5.159) per cancro, cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e incidentalitร stradale che sommano oltre lโ87 %ย della mortalitร evitabile parzialmente attribuibile allโalcol. โAlla luce dei dati riportatiโ concludeย Emanuele Scafato, direttore del Centro OMS per la ricerca sullโalcol e dellโOsservatorio Nazionale Alcol in ISS e responsabile ai sensi del della sorveglianza SISMA (DPCM 3/3/2017) per il monitoraggio alcolcorrelato โรจ evidente che le azioni da intraprendere non sono di esclusiva natura e competenza sanitaria. Il day after della pandemia deve potersi connotare per attivazione di risorse e strategie, giร richiamate dallโOMS e dalla Commissione Europea ad esempio attraverso lโ EU beating cancer plan, che mirino allโera post-COVID-19 con nuovi modelli dโintercettazione dei rischi da alcol, favorendo la formazione del personale sanitario, come lโISS giร fa da oltre un decenni, e attivando nuove strategie di prevenzione che attraverso un rinnovato Piano Nazionale Alcol e Salute garantiscano adeguatezza agli interventiโ.





































Commenti 1