Un importante risultato scientifico internazionale รจ stato conseguito dalla Cattedra di Malattie dellโApparato Cardiovascolare dellโUniversitร degli Studi di Salerno e dalla Clinica Cardiologica dellโAOU San Giovanni di Dio e Ruggi dโAragona, dirette dal Prof. Carmine Vecchione, con la pubblicazione di uno studio originale sulla rivista Journal of American College of Cardiology Cardiovascular Interventions, la piรน prestigiosa rivista scientifica internazionale dedicata alla cardiologia interventistica.Il lavoro รจ stato realizzato nellโambito del registro LOW-TAVR che include 17 centri italiani e di cui la Clinica Cardiologica dellโAOU San Giovanni di Dio e Ruggi dโAragona di Salerno รจ il centro capofila. Lo studio รจ stato coordinato dal Prof. Gennaro Galasso e vede come primi autori il dott. Michele Bellino ed il dott. Angelo Silverio, entrambi afferenti alla cattedra di Malattie dellโApparato Cardiovascolare dellโUniversitร degli Studi di Salerno. โLa stenosi aortica รจ la piรน comune delle malattie valvolari cardiache ed รจ caratterizzata da un restringimento della valvola aortica che impedisce al sangue di fluire liberamente dal ventricolo sinistro allโaorta durante la sistole. Il registro LOW-TAVR include pazienti affetti da stenosi aortica severa a basso flusso e basso gradiente sottoposti a sostituzione transcatetere della valvola aortica, la cosiddetta TAVI, e costituisce la piรน ampia casistica al mondo per questa popolazione di pazienti ad elevata complessitร โ spiega il prof Carmine Vecchione. La stenosi aortica a basso flusso e a basso gradiente rappresenta il 10-20% delle forme severe di stenosi aortica e coinvolge pazienti anziani, con numerose patologie, che non sono candidabili all’intervento chirurgico tradizionale di sostituzione valvolare. In questi pazienti, la TAVI costituisce una terapia fondamentale, ma richiede particolare attenzione nellโesecuzione e nella valutazione del risultato della procedura, oltre che nella gestione del malato in acuto e a lungo termine. โLo studio si รจ concentrato sul rigurgito paravalvolare, cioรจ sul volume di sangue che, dopo lโimpianto della protesi, puรฒ refluire in diastole intorno alla protesi, determinando un sovraccarico del ventricolo sinistro. Sebbene i dispositivi di nuova generazione abbiano ridotto sensibilmente questa complicanza, il nostro lavoro dimostra che nei pazienti con stenosi aortica a basso flusso e a basso gradiente, anche un rigurgito residuo di grado lieve-moderato non deve essere trascurato, poichรฉ รจ associato a un rischio fino a quattro volte superiore di morte e di nuove ospedalizzazioni per scompenso cardiaco nei primi due anni dopo lโinterventoโ, spiega il prof. Gennaro Galasso. Le implicazioni cliniche sono estremamente rilevanti. I risultati dello studio sottolineano lโimportanza di una pianificazione accurata della procedura, con una valutazione dettagliata dellโanatomia cardiaca e aortica, della distribuzione delle calcificazioni e della scelta del dispositivo piรน adatto. Allo stesso modo, quando viene diagnosticato un rigurgito paravalvolare significativo, รจ essenziale valutarne la correzione e programmare uno stretto monitoraggio clinico ed ecocardiografico.โQuesto importante risultato conseguito dallโ AOU Ruggi di Salerno conferma il valore di un modello in cui l’assistenza clinica avanzata e la ricerca scientifica concorrono a produrre evidenze direttamente trasferibili alla cura dei pazienti sottoposti a procedure cardiovascolari complesseโ dichiara il Direttore Generale dott. Nicola Cantone.Questo progetto si inserisce in un piรน ampio programma di ricerca promosso dal gruppo di ricerca del prof Galasso. Tra le nuove iniziative figura anche il registro internazionale TAVIAR, dedicato allo studio del trattamento transcatetere dellโinsufficienza aortica severa nei pazienti ad alto rischio chirurgico. Il progetto coinvolgerร molti trai i maggiori centri italiani ed europei e con lโobiettivo di produrre nuove evidenze sullโimpiego delle tecnologie di piรน recente sviluppo per la diagnosi e il trattamento di queste patologie al fine di contribuire a una sempre maggiore personalizzazione delle terapie.




































