๐๐น๐น๐ฒ ๐ ๐ผ๐น๐ถ๐ป๐ฒ๐๐๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ง๐ผ๐ฟ๐ถ๐ป๐ผ ๐๐ป ๐พ๐๐ฎ๐ฟ๐ฎ๐ป๐๐ฒ๐ป๐ป๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐ฆ๐ถ๐ป๐ฑ๐ฟ๐ผ๐บ๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ ๐ฎ๐ฟ๐ณ๐ฎ๐ป ๐ฒฬ ๐๐๐ฎ๐๐ผ ๐๐ฎ๐น๐๐ฎ๐๐ผ ๐ถ๐ป ๐ฑ๐๐ฒ ๐๐ฒ๐บ๐ฝ๐ถ: ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐น๐ฎ ๐ฐ๐ฎ๐ฟ๐ฑ๐ถ๐ผ๐ฐ๐ต๐ถ๐ฟ๐๐ฟ๐ด๐ถ๐ฎ ๐ฑโ๐๐ฟ๐ด๐ฒ๐ป๐๐ฎ, ๐ฝ๐ผ๐ถ ๐ถ๐ป ๐๐ต๐ถ๐ฟ๐๐ฟ๐ด๐ถ๐ฎ ๐ฉ๐ฎ๐๐ฐ๐ผ๐น๐ฎ๐ฟ๐ฒ ๐๐ป๐ฎ ๐๐ฒ๐๐๐ผ๐๐ผ๐บ๐ถ๐ฎ ๐ฎ๐ผ๐ฟ๐๐ถ๐ฐ๐ฎ ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ผ๐๐ฎ๐๐ฐ๐ผ๐น๐ฎ๐ฟ๐ฒ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐ด๐๐ถ๐ฑ๐ฎ ๐ฒ๐น๐ฒ๐๐๐ฟ๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐๐ฎ, ๐ฒ๐๐ฒ๐ด๐๐ถ๐๐ฎ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐น๐ฎ ๐ฝ๐ฟ๐ถ๐บ๐ฎ ๐๐ผ๐น๐๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐๐๐ฐ๐ฐ๐ฒ๐๐๐ผ ๐ถ๐ป ๐๐๐ฎ๐น๐ถ๐ฎ ๐ถ๐ป ๐๐ป ๐พ๐๐ฎ๐ฑ๐ฟ๐ผ ๐ด๐ฒ๐ป๐ฒ๐๐ถ๐ฐ๐ผ ๐ฐ๐ผ๐๐ถฬ ๐ณ๐ฟ๐ฎ๐ด๐ถ๐น๐ฒLa dissecazione aortica รจ una malattia altamente pericolosa per il rischio di rottura del โtuboโ principale del corpo umano e della conseguente emorragia, dovuta ad una degenerazione della parete della aorta. In pazienti giovani, la dissezione puรฒ essere causata da una malattia genetica: la sindrome di Marfan รจ la tipica espressione di tale patologia. Ne erano affetti Niccolรฒ Paganini, Abramo Lincoln e Charles de Gaulle, tra i piรน famosi.Un paziente con sindrome genetica di Marfan รจ stato recentemente salvato presso lโospedale Molinette della Cittร della Salute e della Scienza di Torino dalle complicanze di una dissecazione aortica con una tecnica altamente innovativa, per la prima volta effettuata con successo in Italia. Una corsa contro il tempo, lungo lโarteria piรน importante del corpo umano. Il dolore arriva allโimprovviso. ร forte, profondo, dal torace allโaddome. Per un uomo di quarantโanni affetto da Sindrome di Marfan, le immagini confermano il peggiore dei sospetti: la parete dellโaorta si รจ separata lungo quasi tutto il suo percorso. Comincia cosรฌ una doppia sfida chirurgica, culminata in una procedura tanto precisa quanto rischiosa: incidere dallโinterno la membrana che impediva al sangue di raggiungere adeguatamente reni, intestino e una gamba.Lโaorta รจ lโautostrada principale del corpo: nasce dal cuore e distribuisce il sangue al cervello, agli arti, ai reni e allโintestino. Nella dissezione, lo strato interno della parete si scolla e il sangue crea un secondo canale. La lamella che si forma puรฒ comprimere il passaggio vero, chiudere le arterie dirette agli organi o, nel peggiore dei casi, favorire la rottura dellโaorta e unโemorragia fatale. Nei pazienti con sindrome di Marfan, malattia genetica del tessuto connettivo, quella parete รจ ancora piรน fragile.Il quarantenne arriva alla Medicina dโUrgenza dellโospedale Molinette (diretta dal professor Enrico Lupia). Gli esami mostrano una dissezione acuta e una dilatazione dellโaorta nel tratto piรน vicino al cuore. La prioritร รจ impedirne la rottura. Il paziente viene trasferito rapidamente in Cardiochirurgia.*Il primo salvataggio*Il professor Mauro Rinaldi e la sua รฉquipe cardiochirurgica affrontano il primo tempo dellโemergenza. Riparano la valvola aortica e quella mitrale, sostituiscono lโaorta ascendente e lโarco aortico. Lโintervento riesce: cuore e tratto prossimale sono messi in sicurezza. Ma la dissezione continua fino alla terminazione dellโaorta e, nonostante lโoperazione, reni e intestino ricevono ancora meno sangue del necessario. Il cuore รจ salvo, la corsa no.Dentro il vaso, la lamella scollata si comporta come una tenda spinta davanti a una porta: il sangue cโรจ, ma non riesce a imboccare correttamente alcune diramazioni. Occorre aprire quella barriera senza affrontare dallโesterno unโaorta geneticamente fragile.*Una cerniera nellโaorta*Il professor Fabio Verzini (Direttore della Chirurgia Vascolare universitaria) propone una soluzione fuori dallโordinario: una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata. In termini semplici, significa raggiungere lโaorta dallโinterno e tagliare longitudinalmente il setto della dissezione, senza aprire lโaddome e senza affrontare direttamente dallโesterno una parete giร molto fragile. E per la prima volta la tecnica viene utilizzata sul paziente colpito da una sindrome genetica della parete aortica. Nella sindrome di Marfan il margine di errore รจ minimo: un gesto troppo energico puรฒ trasformare una procedura di salvataggio in una rottura dellโaorta.Il piano viene quindi costruito nei dettagli anche grazie alla collaborazione scientifica con il Centro di Houston (diretto dal professor Gustavo Oderich).A Torino la Cardiochirurgia, con Rinaldi, il dottor Michele La Torre e i colleghi, resta pronta ad intervenire in caso di rottura. Lโaccesso avviene in modo mini-invasivo attraverso le arterie dellโinguine. Sotto guida radiologica, un sottile filo metallico raggiunge la membrana che divide lโaorta. Poi viene elettrificato e usato come uno strumento di incisione controllata. Millimetro dopo millimetro, il setto viene aperto longitudinalmente, come una cerniera lungo una piega sbagliata: i due flussi tornano a comunicare e la lamella smette di ostacolare le arterie dirette agli organi.ร il passaggio piรน delicato. Un movimento eccessivo potrebbe lacerare la parete. Il filo avanza guidato dalle immagini, finchรฉ il sangue torna a raggiungere adeguatamente reni e intestino. La complicanza piรน temuta, la rottura dellโaorta, non si verifica.La procedura viene eseguita dallโรฉquipe di Chirurgia Vascolare universitaria con Verzini e il dottor Matteo Ripepi, insieme al dottor Andrea Discalzi della Radiologia universitaria diretta dal professor Paolo Fonio. Lโassistenza รจ garantita dal dottor Cristian Salonia e dai colleghi di Anestesia e Rianimazione 2 (diretta dalla dottoressa Chiara Melchiorri), nel Dipartimento guidato dal dottor Maurizio Berardino.*Tre giorni dopo*Il recupero รจ sorprendentemente rapido. Tre giorni dopo la procedura il paziente lascia lโospedale, senza necessitร di riabilitazione. La brevitร del ricovero non ridimensiona la gravitร di ciรฒ che รจ accaduto; alcontrario, misura lโefficacia di una strategia costruita in due tempi e adattata allโevoluzione della malattia.In questa storia il confine tra salvezza e catastrofe era sottile come la lamella che divideva lโaorta. A riaprirlo รจ stato un filo metallico, ma a guidarlo sono state le immagini, lโesperienza e una squadra capace di unire medicina dโurgenza, cardiochirurgia, chirurgia vascolare, radiologia e anestesia. Il caso rilancia anche il messaggio della campagna โThink Aortaโ: davanti a un dolore toracico o addominale improvviso, pensare subito allโaorta puรฒ significare non perdere il minuto decisivo.โLโospedale Molinette si conferma ancora una volta un centro di eccellenza e innovazione, dove anche i casi piรน complessi trovano soluzioni avanzate. Sempre piรน pazienti scelgono la nostra struttura, riconosciuta per la capacitร di trasformare in realtร ciรฒ che altrove appare impossibileโ dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).




































