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Quando il cuore rallenta troppo provocando cosรฌ il rischio di svenimento e di cadute traumatiche, si procede generalmente allโimpianto di un pacemaker che consiste in una piccola batteria collocata sottocute in corrispondenza della clavicola da cui partono minuscoli fili elettrici che raggiungono e stimolano il cuore.
Questa strategia รจ ottimale nei pazienti anziani, ma non in quelli giovani perchรฉ nel tempo puรฒ verificarsi deterioramento o infezione dei fili elettrici. Nella Cardiologia di Ravenna diretta dal dott. Andrea Rubboli รจ stata recentemente introdotta la tecnica di cardioneuroablazione che attraverso piccole โbruciatureโ create allโinterno del cuore tramite unโapposita sonda introdotta a livello dellโinguine interrompe il funzionamento delle cellule responsabili del rallentamento anomalo del cuore permettendo cosรฌ di ovviare allโimpianto del pacemaker.
Negli ultimi mesi tre interventi di cardioneuroablazione sono stati eseguiti dal dott. Federico Cecchini, dellโequipe di Elettrofisiologia diretta dalla dott.ssa Maria Selina Argnani, e comprendente anche i dott. Alessandro Dal Monte, Federica Giannotti e Giuseppe Pio Piemontese, in collaborazione con gli infermieri e tecnici specializzati coordinati dalla dott.ssa Daria Drudi, e con il supporto del team anestesiologico diretto dalla dott.ssa Marina Terzitta e dal dott. Massimo Terenzoni.
Tutti gli interventi si sono svolti con successo e i pazienti, dimessi senza complicanze, sono stati inseriti in un programma di stretto monitoraggio clinico e strumentale. Lโintervento di cardioneuroablazione รจ infatti di dimostrata efficacia ma va attualmente considerato solo per pazienti molto giovani e accuratamente selezionati che andranno attentamente seguiti nel tempo.




































