Il disappunto della CISL Funzione Pubblica salernitana riguardo alla gestione del personale in servizio. La nota del Segretario provinciale Alfonso Della Porta, del delegato RSU Gerardo Paradiso e del Coordinatore Area Centro sud Lorenzo Conte.
“Nello specifico, preme evidenziare che, secondo quanto disposto dalla deliberazione regionale e dalla successiva presa d’atto da parte di codesta Direzione Strategica, a far data 01.09.2025, a causa del basso numero di parti presso il presidio ospedaliero di Sapri, inferiore a 500 per anno, l’unità operativa semplice di Ostetricia è stata chiusa.Pertanto,in caso di urgenza ostetrica,l’utente verrà trasferita a Vallo della Lucania, divenendo il punto di riferimento.
A tal proposito, e a malincuore, duole constatare che, nonostante la consapevolezza da tempo della chiusura del reparto, nessuna riorganizzazione del personale è avvenuta da parte del capo dipartimento, nonché responsabile del servizio,con la conseguente messa in ferie d’ufficio,a far data dal primo settembre 2025,di tutto il personale ivi operante su rotazione, ma con particolare riguardo a coloro che, per cause non a loro imputabili, avevano accumulato svariati giorni di ferie per esigenze di reparto.
In aggiunta, preme evidenziare che nessuna informativa è stata inviata in forma scritta alle parti sociali ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del CCNLSanità Pubblica, né tantomeno risulta avviato alcun confronto ai sensi e per gli effetti dell’art.6lettera “andamentiboccupazionali”,determinando l’instabilità delle relazioni sindacali che dovrebbero invece essere improntate al dialogo e alla partecipazione attiva.
Pertanto, e atteso che tale condotta risulta totalmente lesiva, pregiudicando tra l’altro anche una riduzione stipendiale a causa del mancato riconoscimento delle indennità variabili che gli operatori perdono a causa della messa in ferie d’ufficio, la scrivente organizzazione sindacale richiede un urgente intervento autorevole da parte della Direzione Strategica e richiede il confronto sulla materia entro e non oltre 5 giorni, al fine di tutelare tutti i lavoratori interessati, fermo restando la revoca immediata della disposizione di servizio.
Si ravvisa che in assenza di riscontro verranno attivate le prerogative sindacali del caso.”




































