L’influenza stagionale, largamente prevenibile grazie alla vaccinazione e all’uso delle mascherine, è responsabile di un considerevole impatto clinico ed economico: solo in Italia, ogni anno, si stimano 38.000 ospedalizzazioni in eccesso ad essa attribuibili.
E’ quanto afferma la v analizzando i dati relativi alle vaccinazioni ed all’incidenza dell’influenza nel 2020 e consigliando che “Dopo la “pausa” dello scorso anno, la piena ripresa delle attività lavorative, sociali e ricreative impone di tenere alta la guardia in quanto non è possibile prevedere l’impatto dell’influenza nella stagione 2021-2022”. Con il report “La vaccinazione antinfluenzale in Italia”, la Fondazione GIMBE analizza epidemiologia, impatto clinico ed economico dell’influenza stagionale, oltre al profilo di efficacia e sicurezza dei vaccini antinfluenzali attualmente in commercio. Il report include un’analisi indipendente mirata a mappare le scorte regionali di vaccino antinfluenzale, valutare la potenziale copertura per le categorie a rischio e stimare la disponibilità di dosi per la popolazione generale. Nella stagione 2021/2022 la disponibilità nazionale di vaccino antinfluenzale rimane in linea con quella dello scorso anno e rileva un netto miglioramento nei timing dei bandi di gara per le forniture. Non mancano, tuttavia, le variabilità regionali: se 15 Regioni e una Provincia autonoma raggiungono coperture pari o superiori al 75% della popolazione target per età, in 4 Regioni e una Provincia autonoma non sono disponibili ulteriori dosi per la popolazione non a rischio. Secondo la Fondazione Gimbe i dati dell’influenza stagionale relativi al 2021-2022, rispetto all’anno precedente, mostrano miglioramenti organizzativi e di processo, dalla pubblicazione della Circolare Ministeriale con un mese di anticipo al miglioramento delle tempistiche dei bandi di gara per la fornitura dei vaccini antinfluenzali, evidenziando una serie di miglioramenti fondamentali per il raggiungimento di coperture vaccinali progressivamente più elevate nella popolazione, con particolare attenzione alle classi più a rischio per complicanze severe dell’influenza. Infatti, seppur nella stagione influenzale 2020/2021 sia stata documentata un’incidenza di sindromi influenzali decisamente inferiore rispetto agli anni precedenti, non ci sono fattori prognostici affidabili sull’andamento delle future epidemie da virus influenzali. I fattori che hanno giocato un ruolo decisivo nella riduzione dell’incidenza delle sindromi influenzali nella stagione 2020/2021 sono diversi: dal distanziamento sociale all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e, non ultimo, al raggiungimento di livelli di copertura vaccinale nettamente superiori all’anno precedente. Per quanto riguarda la popolazione generale, infatti, si è passati dal 16,8% al 23,7% e, per gli anziani over 65 anni, dal 54,6% al 65,3%, con il guadagno di oltre dieci punti percentuali per questa popolazione ad alto rischio di complicanze. Dal momento, però, che la campagna vaccinale anti-COVID-19 ha permesso di portare avanti la riapertura della totalità delle attività professionali, sociali e ricreative in presenza, ad oggi non è possibile sapere quanto i fattori che hanno giocato nella stagione precedente incideranno anche nella prossima. In altre parole, non è possibile, al momento, sapere quanto la pandemia COVID-19 avrà un impatto favorevole sull’influenza stagionale nei prossimi anni: proprio per questo, è fondamentale incrementare di anno in anno le coperture vaccinali antinfluenzali, continuando a migliorare gli indicatori di processo registrati nella stagione 2021/2022.. consiglia la Fondazione Gimbe




































