Non conosce soste l’impegno della LILT Salerno per contrastare, combattere e curare il tumore al seno che è il più frequente fra le donne, con circa 2 milioni di casi diagnosticati all’anno in tutto il mondo e un’incidenza in crescita; un ruolo fondamentale per contrastarlo è sicuramente svolto da una corretta informazione per conoscere questa malattia, affrontarla e soprattutto prevenirla attraverso una diagnosi precoce
In questo ambito è impegnata la LILT Salerno che ha fatto della prevenzione la sua “arma vincente” contro il tumore anche quello al seno: lo ricorda la dottoressa Clementina Savastano che abbina al suo ruolo di Direttore dell’ Unità Operativa Dipartimentale di Oncologia dell‘AOU di Salerno, il servizio di volontariato presso la LILT.
” Parliamo del tumore al seno, la cui incidenza continua ad aumentare ma parallelamente non aumenta la mortalità che anzi registra un calo grazie proprio alla diagnosi precoce che viene fatta con metodiche quali ecografia e mammografia. Proprio il miglioramento e l’affinamento della diagnosi con ecografi e mammografi di ultima generazione, (come quella di cui disponiamo oggi per effettuare una particolare mammografia che si chiama tomosintesi,) che permettono di diagnosticare lesioni infinitesimamente piccole e quindi in uno stadio precocissimo, garantiscono un percorso di cura completamente diverso che quindi quasi sempre garantisce la guarigione.
Per lo screening, in base all’età viene consigliata l’ecografia o la mammografia: poichè questo esame si basa sulla densità del seno, quello della donna giovane, più denso, viene studiato meglio con l’ecografia, viceversa la struttura adiposa ghiandolare della donna anziana viene studiata meglio con la mammografia; ma comunque si tratta di metodiche che a volte si integrano.- precisa la dottoressa Savastano sottolineando un aspetto relativo alle attività di prevenzione- E’ cambiata l’età della fascia a cui ci rivolgiamo per sensibilizzare sull’importanza di sottoporsi ai controlli: si è notevolmente abbassata proprio perchè è cambiata l’incidenza, mentre prima gli screening erano riservati a donne dai 40 anni in su, oggi ci rivolgiamo anche a quelle al di sotto dei 30 anni, soprattutto se ci sono fattori di rischio.”
A proposito delle cause del tumore al seno sono stati individuati alcuni fattori di rischio: ” Sono di due tipi: di tipo ambientale ovvero legati allo stile di vita, tra questi ci sono la cattiva alimentazione, l’utilizzo di farmaci, la nulliparità, che fattori su cui possiamo e dobbiamo agire. Ci sono fattori di tipo genetico su cui non possiamo agire – aggiunge la dottoressa Savastano che è l’anima della LILT Salerno, insieme al dottor Giuseppe Pistolese
La diagnosi precoce è fondamentale per aumentare la possibilità di guarigione, ma la medicina territoriale pubblica è attrezzata per dare risposte adeguate per la cura del tumore al seno?
“Per quanto riguarda l’approccio terapeutico, al Ruggi di Salerno c’è un percorso che il paziente può seguire: dal momento che la Regione ha attuato la Rete Oncologica, sono stati istituti i cosiddetti GOM Gruppi Oncologici Multidisciplinari che prevedono un core team composto da oncologo, chirurgo e radioterapista ed una serie di altri specialisti, che si riunisce una volta a settimana e discute di tutti i casi che vengono all’osservazione in ospedale, sia in fase pre che post chirurgica. Questo assicura omogeneità di trattamento ma soprattutto la condivisione del trattamento, per evitare quello che succedeva in passato: che il paziente potesse diventare “proprietà” di uno specialista e quindi definisse il percorso terapeutico secondo la sua specialità. La paziente può essere assistita anche dal punto di vista psicologico perchè all’interno del core time, tra le figure previste, oltre ai tre specialisti, c’è lo psicologo. Nella nostra Unità c’è una psicologa che interviene nella varie fasi del percorso terapeutico , sia in fase diagnostica che di terapia. Per quanto riguarda l’approccio terapeutico, per il tumore al seno,in un futuro quasi immediato sarà possibile anche decidere sull’opportunità di fare o meno la chemioterapia a pazienti che attualmente si trovano in una specie di limbo: per pazienti cosiddette ” Luminal B” per cui poteva essere in dubbio se fare chemioterapia o solo ormonoterapia, rischiando di sovra-trattarle o sotto-trattarle. Oggi con questi test genomici, messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale, sarà possibile con una specie di mappatura genetica, identificare le pazienti a rischio che quindi, in caso di alto rischio, dovranno fare la chemioterapia”- conclude la dottoressa Savastano.
Sconfiggere il tumore al seno è possibile: più precoce è la sua diagnosi, più ampie sono le possibilità di guarigione ed allora non ci sono alibi per non effettuare gli screening, ma anche avere informazioni serie e puntuali su questa neoplasia, rivolgendosi alla LILT di Salerno che mette a disposizione le sue strutture, la professionalità e l’umanità dei suoi medici specialisti per essere a fianco di ogni cittadino e per guidarlo e sostenerlo in caso di insorgenza di patologie tumorali
Sulla pagina Facebook di Tv Medica l’intervista alla dottoressa Clementina Savastano a cura di Alessia Bielli e Sergio Gatto




































