L’emergenza pandemia ha fatto entrare nella nostra quotidianità l’obbligo d’uso di dispositivi protettivi; la difficoltà di reperire soprattutto le mascherine ha aguzzato l’ingegno e spinto a creare nuove imprese con un risvolto positivo anche per l’occupazione. E’ quanto ha confermato una start-up innovativa siciliana che vuole rivoluzionare la produzione di mascherine: iMask è nata dall’incontro di alcuni imprenditori di settori diversi con il medico chirurgo Giovanni Leo Tomacelli Otorinolaringoiatria all’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. L’azienda ha voluto dare una risposta alla necessità di indossare le mascherine protettive creando un innovativo dispositivo di protezione, personale e medico, che coniuga design e vestibilità, sicurezza, sostenibilità, convenienza. ” iMask, la mascherina 100% Made in Italy,- come riporta siracusanews.it– è l’unica mascherina senza valvola in grado di proteggere sia chi la indossa sia chi ci sta vicino grazie alle proprietà del filtro, che utilizza un innovativo tessuto a base di polipropilene certificato nella classe di protezione FFP3, lo standard più elevato disponibile sul mercato per le mascherine semipermanenti di protezione individuale e chirurgiche.” Il filtro è lavabile, sostituibile e sterilizzabile fino a un mese dal primo utilizzo. iMask non è un dispositivo usa e getta, è riciclabile, realizzato con una gomma termoplastica anallergica certificata per uso medicale, è leggera e con una vestibilità unica grazie al suo “comportamento elastico”. Il prezzo di una mascherina è di 15 euro, quello del blister con cinque filtri 10 euro, garantendo così una copertura per 6 mesi. Disponibile in versione trasparente, (l’unica al momento che garantisce il riconoscimento facciale ) ma anche bianca, grigia e rosa, iMask è in vendita online dal 4 maggio sul sito www.imask-official.com. Entro la prima settimana del mese di giugno sarà disponibile anche in altre colorazioni: nella versione rossa, celeste, verde militare, verde, nero, giallo e blu. Per la mascherine, con certificazione in deroga, protetta da tre brevetti internazionali, è in corso l’iter di certificazione come dispositivo medico, nel rispetto della norma europea, così da poterla vendere anche quando sarà terminato il periodo di deroga, proprio per la volontà della startup siciliana di rimanere sul mercato, creando sviluppo ed occupazione in diverse zone d’Italia.




































