“L’esercizio della libera professione non deve essere criminalizzata, i cittadini hanno il diritto di scegliere da chi farsi curare”. Così il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brindisi, Arturo Oliva, interviene sulle parcelle dei medici professionisti che esercitano privatamente. “La libera professione è una risorsa che consente ai cittadini di andare oltre le liste d’attesa, una valida alternativa che non può essere criminalizzata. Ci sono degli organismi di controllo che vigilano-sui modi, i luoghi ed i tempi dell’esercizio della libera professione. Organismi di garanzia che dovrebbero consentirne il corretto esercizio purché vengano attivati o messi nelle condizioni di operare”, prosegue.”Bisogna sfatare l’idea che le visite intramoenia siano concorrenziali alla sanità pubblica. E’ esattamente l’opposto. Il paziente che sceglie il proprio medico lo fa sulla base di un rapporto fiduciario, sulla professionalità e la tempistica purché la scelta sia una “libera scelta” e non una costrizione per l’impossibilità ad accedere ad una prestazione ambulatoriale pubblica, causa una lunga lista d’attesa. Per questi motivi non si può puntare il dito sul medico che esercita correttamente la libera professione”, spiega. “Il controllo deve essere esercitato dalla Asl dagli organismi appositamente deputati, l’Ordine interviene su segnalazione anche sulla Asl e sul professionista per eventuali distorsioni dell’esercizio dell’istituto della libera professione”, conclude.




































