Si tratta di una metodica innovativa che consente di prevenire l’ictus nei pazienti che non possono assumere farmaci anticoagulanti.
A spiegare il valore dell’intervento è la dr.ssa Giovanna Erente, direttrice dell’U.O.C. di Cardiologia: «La fibrillazione atriale è la forma più comune di aritmia e comporta un aumento del rischio di ictus, legato alla formazione di trombi nell’auricola sinistra. In genere questo rischio viene prevenuto con la terapia anticoagulante, ma alcune condizioni cliniche ( come sanguinamenti gastrointestinali, insufficienza renale grave o pregresse emorragie cerebrali ) ne impediscono l’utilizzo. In questi casi la chiusura percutanea dell’auricola rappresenta l’unica opzione efficace. È un intervento complesso, non eseguito in tutti gli ospedali, e poterlo offrire al San Bassiano significa garantire ai pazienti un trattamento sicuro e di alto livello».
La procedura dura circa un’ora e viene eseguita in Sala di Emodinamica, con accesso dalla vena femorale, in sedazione e sotto guida ecografica. Prevede il posizionamento di un dispositivo in nitinol che sigilla l’auricola, impedendo la fuoriuscita dei trombi. La degenza media è di 2–3 giorni.
Soddisfazione anche da parte del Direttore Generale dott. Carlo Bramezza: «La Cardiologia e l’Emodinamica del San Bassiano stanno vivendo un percorso di forte sviluppo. Questa procedura è una delle innovazioni introdotte negli ultimi mesi e dimostra la qualità crescente dell’ospedale, oggi sempre più attrattivo non solo per i cittadini della Pedemontana, ma anche per i territori limitrofi, grazie a tecniche avanzate appannaggio di pochi centri specializzati».
Fonte ULSS 7 Pedemontana.




































