L’onorevole Nicola Provenza, componente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati, interviene sulla gestione dell’emergenza sanitaria covid-19 a Salerno con una lettera inviata al Commissario dell’AOU di Salerno, dott. Vincenzo D’Amato, al Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Giovanni D’Angelo, al Rettore UNISA prof. Vincenzo Loia, al sindaco di Salerno dott. Vincenzo Napoli ed al Direttore Generale dell’ASL Salerno dott. Mario Iervolino
Di seguito il testo integrale della lettera:
“Le notizie che in questi ultimi giorni continuano ad occupare il dibattito pubblico nella nostra città, in particolare sulle scelte organizzative circa la gestione sanitaria dell’emergenza COVID-19, richiedono risposte puntuali, tempestive e dettagliate da parte delle istituzioni, ognuna per il proprio ruolo e responsabilità, con lo scopo prioritario di garantire la salute dei nostri cittadini.
Emergono scelte organizzative/assistenziali non univoche, mancanza di DPI, deresponsabilizzazione degli organi di controllo, in particolare per quanto riguarda il rischio clinico, ed una mortalità in parte forse evitabile.- aggiunge Provenza–
Faccio riferimento non solo a notizie di stampa sempre più incalzanti, ma a numerose note dettagliate in merito, in particolare la denuncia della Segreteria Regionale di ANAAO/ASSOMED, la presa di posizione della Segreteria Generale della CISL FP di Salerno, la denuncia forte della Presidenza Provinciale di Salerno dello SNAMI, del Tribunale per i diritti del malato e di Cittadinanza attiva, nonché dei delegati sindacali medici aziendali dell’AOU Ruggi di Salerno.
Pertanto ravviso l’urgenza di interventi immediati da parte delle istituzioni in indirizzo ed in particolare della struttura commissariale dell’AOU Ruggi d’Aragona di Salerno da assumere a tutela esclusiva della Salute Pubblica, anche alla luce della mortalità registrata ad oggi nella Rianimazione Covid dello stesso Ruggi d’ Aragona di Salerno, in controtendenza con i dati emersi nello studio pubblicato dalla rivista JAMA in data 6.4.2020, con riferimento alla mortalità nelle ICU in Lombardia (26%) e che aumenta sino al 35% nei pazienti oltre i 64 anni.”- conclude Provenza




































