Tra i primi centri in Italia ad avviare la procedura. Effettuate con successo le prime due raccolte di cellule staminali, si attende il prodotto cellulare modificato con tecniche di ingegneria genetica per completare la procedura
Due pazienti affette da talassemia major sono state recentemente sottoposte alla raccolta di cellule staminali finalizzata ad un trattamento di terapia genica presso il Policlinico di Bari. Lโinfusione delle cellule avverrร nei prossimi mesi, nello stessa azienda ospedaliero universitaria, dopo che sarร stata completata la procedura di ingegnerizzazione genetica presso i laboratori di Geleen, in Olanda. Altri tre pazienti sono stati giร inseriti nel programma e avvieranno a breve la procedura.
โLa talassemia (nota anche come โanemia mediterraneaโ) โ ricorda Pellegrino Musto, Direttore dellโunitร operativa di Ematologia con annesso Centro Trapianti del Policlinico e Professore Ordinario di Ematologia presso lโUniversitร di Bari โ รจ una malattia ereditaria causata da una mutazione dei geni che producono lโemoglobina. Provoca anemia severa, sovraccarico di ferro, deformazioni ossee e problematiche cliniche a carico di vari organi, in particolare cuore, fegato e sistema endocrino. Il trattamento convenzionale prevede trasfusioni di sangue fin dai primi anni di vita, terapie che limitano lโaccumulo di ferro, farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi e, in un numero limitato di casi, il trapianto di midollo osseo da donatore compatibile, lโunica terapia che, sino ad oggi, si era dimostrata in grado di guarire questa malattiaโ. โLa terapia genica – sottolinea Musto – si aggiunge oggi allโarmamentario terapeutico per i pazienti talassemici di etaโ compresa fra i 18 e i 35 anni, con caratteristiche genetiche ben definite. Questo trattamento rivoluzionario consente in oltre il 90% dei casi di ottenere lโindipendenza dalle trasfusioni e di considerare larga parte di questi pazienti potenzialmente guariti.โ
LโItalia รจ storicamente uno dei Paesi europei a maggiore prevalenza di pazienti talassemici, con una concentrazione significativa nel Sud. La Puglia rientra tra le regioni a piรน alto impatto sanitario, non solo per prevalenza storica, ma per numero di pazienti adulti oggi in follow-up (circa 650). Di questi, una settantina sono seguiti presso il Centro di Riferimento Regionale per le Talassemie e le Emoglobinopatie, (CERIRETE), afferente allโEmatologia del Policlinico barese, dove opera un gruppo di ematologi e biologi molecolari che si occupa, tra lโaltro, della ricognizione e della programmazione dei pazienti candidabili alla terapia genica provenienti dai centri pugliesi o da altre regioni.
โLa terapia genica per i pazienti talassemici (peraltro possibile anche in soggetti affetti da anemia falciforme) โ spiega Angelo Ostuni – Direttore dellโunitร operativa di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari โ consta di diverse fasi. Dopo la valutazione della idoneitร del paziente, si procede con la mobilizzazione delle cellule staminali mediante somministrazione del fattore di crescita granulocitario e infine con la raccolta delle cellule staminali emopoietiche presenti nel sangue periferico del paziente con procedure di aferesi. Lโobiettivo รจ raccoglierne un numero elevato, il che richiede una particolare esperienza degli operatoriโ. โSuccessivamente – continua Ostuni – le cellule prelevate sono spedite presso il laboratorio di riferimento dove vengono modificate con tecniche di ingegneria genetica (il cosiddetto โgene editingโ) che le rendono capaci di riattivare la produzione di un tipo diverso di emoglobina (HbF), normalmente presente solo nel corso della vita fetaleโ.
โLa fase conclusiva – aggiunge Paola Carluccio, responsabile del Programma Trapianti in Ematologia del Policlinico – prevede, dopo un trattamento chemioterapico teso ad eliminare completamente dal midollo osseo le cellule staminali โmalateโ, la re-infusione al paziente delle sue stesse cellule geneticamente modificate. Questo โautotrapiantoโ consente di sostituire lโemoglobina non funzionante del paziente e permette al midollo osseo di riprendere la produzione di una nuova emoglobina, in grado di assicurare al paziente una vita sostanzialmente normale e, soprattutto, scevra della necessitร di effettuare trasfusioni di sangue.โ โI tempi tecnici per la produzione delle staminali ingegnerizzate โ ricorda Carluccio – sono perรฒ piuttosto lunghi e occorrerร attendere ancora qualche mese per ricevere il prodotto cellulare finito da infondere alle pazienti e valutarne lโefficacia.โ
โGrazie al supporto della Regione Puglia e allโimpegno quotidiano di tutto il personale โ conclude Antonio Sanguedolce, direttore generale del Policlinico di Bari โ oggi siamo in grado di offrire ai pazienti affetti da talassemia unโopportunitร di cura disponibile in pochissimi centri in Italia e, nel Mezzogiorno, unica nel suo genere. Un risultato che ci rende estremamente soddisfatti e orgogliosiโ.
Una dedica speciale dallโequipe va a Angelantonio Vitucci, prematuramente scomparso qualche mese fa, che ai talassemici si era sempre dedicato con passione e professionalitร .




































