Il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. In quel reparto che dirigeva, l’Unita’ Operativa Complessa di Fisiopatologia Riabilitazione Respiratoria, lui era la cura, l’esempio per tutti i suoi collaboratori. Aveva trasformato le asettiche stanze di degenza in luoghi dove l’umanitร e l’empatia erano anch’esse terapia. Normale quindi la commozione di colleghi, collaboratori, pazienti quando e’ arrivata la notizia del suo nuovo traguardo: l’insegnamento alla Federico II di Napoli, coronamento di una vocazione accademica e scientifica. Trasferirร un bagaglio enorme di conoscenze ai suoi studenti, intuizioni che avevano portato il suo reparto ad essere un punto di riferimento della pneumologia nazionale. L’ambulatorio multidisciplinare per le complicanze polmonari severe e il follow-up pre e post trapianto, lo studio delle malattie rare, l’intuizione pionieristica di applicare l’Intelligenza artificiale alla diagnosi precoce delle patologie respiratorie e l’evoluzione della ventilazione meccanica non invasiva a cui dedicava un convegno di carattere internazionale ogni anno. Un bagaglio di conoscenze maturate anche durante il COVID quando riusci’ fra i primi al Cotugno di Napoli a comprendere la terribile patologia sviluppando cure innovative salvando vite umane. Ora continuerร come docente, in quell’universitร dove si e’ laureato, ma senza abbandonare la Clinica. Avrร il suo reparto al Policlinico. Non solo tecnica e esperienza, ma soprattutto umanitร ed umiltร saranno gli insegnamenti che potrร trasmettere ai suoi Studenti facendo crescere quella Scuola di grandi professionisti che come Giuseppe Fiorentino hanno dato lustro alla Scienza di Ippocrate.




































