“Sembra che questo sia diventato il motto con cui la direzione della Casa di Cura la Quiete ultimamente si giustifichi con i dipendenti per i continui ritardi con cui gli stessi percepiscono lo stipendio. Secondo la parte datoriale, i dipendenti possono subire angherie di questo tipo in quanto la società deve dare la precedenza ad altri pagamenti, quali cartelle esattoriali, DURC o decreti ingiuntivi da parte di fornitori che appunto non vengono nemmeno loro liquidati. In tal senso, i dipendenti vengono usati come salvadanaio di credito di questa società senza scrupoli, senza pensare che gli stessi sono il perno principale su cui ruota tutta l’attività della struttura, e quantunque sotto organico sono coloro che danno continuità lavorativa alla stessa. E il peggio, se peggio ci può essere, è che tutto questo da anni avviene sotto gli occhi di tutti: parti sociali, organi politici e amministratori di denaro pubblico (ASL Salerno e Regione Campania). La situazione è andata a rotoli soprattutto negli ultimi anni, dopo che l’ex patron Leonardo Calabrese è venuto a mancare e sono subentrati gli eredi, i quali non investono fondi nella Casa di Cura. Gli eredi che non hanno messo in atto un piano industriale, portando la struttura allo sbando, componendo un Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) con poteri limitati, con il pensiero rivolto solo ad una pseudo vendita che purtroppo non si riesce a realizzare da oltre quattro anni circa. Un C.d.A. che oltre a questo non sa assumersi nessuna responsabilità per dare e garantire continuità all’attività: Nel contempo è pleonastico segnalare che ovviamente soci e componenti del C.d.A. continuano a percepire rispettivamente stipendi e lauti compensi, il tutto a discapito dell’azienda e dei dipendenti. La CISL FP si chiede con forza e a ragione se tutto questo è legale e contestualmente lo chiediamo un’ennesima volta alle istituzioni. I dipendenti lavorano per il benessere del paziente, nonostante siano discriminati in continuazione dal punto di vista salariale, sulla situazione familiare e societaria e gravati da affitti, mutui e prestiti da pagare. I lavoratori chiedono con forza:
il reintegro immediato di una proprietà che si prenda le proprie responsabilità, che investa soldi propri visto che chi lavora con il denaro pubblico deve assumersi il relativo rischio imprenditoriale e d’impresa, come enuncia il Codice Civile;
il pagamento dello stipendio al personale entro e non oltre il giorno 7 del mese (cfr. art. 18 del CCNL), e non seguendo il principio del “se mi pagano ti pago”, che li porta a subire continue umiliazioni dal punto di vista personale con tutte le implicazioni che ne derivano anche dal punto di vista economico e giuridico;
l’immediata sospensione dell’elargizione dello stipendio anche ai soci e ai membri del C.d.A., una pratica inaudita e che consentirebbe all’amministrazione un cospicuo risparmio;
nuovi investimenti nella ricostruzione dell’azienda, ormai da anni fatiscente; lo scioglimento immediato di questo C.d.A. con poteri limitati.
La CISL FP di Salerno in assenza di risposte concrete ed immediate sarà costretta ad attivare ogni azione a tutela e difesa dei diritti di tutti i lavoratori.”
Il Coordinatore Sanità Privata e Terzo Settore Antonio De Sio




































