Una richiesta di potenziamento della Breast-Unit del Presidio “Ruggi” di Salerno, è stata inoltrata al Direttore generale, al Direttore Sanitario dell‘A.O.U, al Direttore Sanitario di Presidio, al Direttore del GOM della mammella ed al responsabile della struttura, da Cittadinanza Attiva e Tribunale dei Diritti del Malato. Non solo il potenziamento ed il completamento delle funzioni della Breast-Unit del Ruggi, ma anche una ubicazione dignitosa: è la richiesta avanzata da Maria Grazioso, Pasquale Trotta e Margaret Cittadino attraverso una lettera inviata ai vertici aziendali , che pubblichiamo integralmente: “Vista la crescita dei tumori alla mammella e dell’abbassamento della età di insorgenza del tumore, visto che da solo il tumore al seno rappresenta il 4o% dei tumori e ha una incidenza di mortalità ancora elevata, nonostante gli alti indici di remissione vista la riduzione delle prestazioni mediche e chirurgiche causata dalla pandemia, la forte riduzione degli screening e il grido di allarme lanciato dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, che si aspettano una impennata di casi oncologici con diagnosi tardiva, vi segnaliamo molte criticità non superate:
-le guardie notturne svolte dai dirigenti medici della Breast presso la UOC di chirurgia generale, sottraggono tempo assistenziale ad una dotazione organica di solo tre sanitari
-le sedute operatorie della unità senologica sono state ridotte da due a settimana, a una sola seduta operatoria ,che significa due o tre interventi a settimana, la qualcosa produce liste di attesa superiori ai tempi massimo previsto dalle normative regionali. Dopo la diagnosi di carcinoma non si riesce a garantire alla paziente l’intervento chirurgico entro TRENTA giorni come stabilisce in piano regionale .Per questo molte donne si rivolgono al privato o vanno fuori regione.
-i posti letto dedicati ai pazienti operati al seno sono solo due ordinari e due in day-surgery e sono ubicati presso la chirurgia generale
-attualmente in lista di attesa pare che ci siano 18 donne con carcinoma ,41 con lesioni sospette e 43 con lesioni benigne ,che potrebbero essere o diventare nel tempo maligne .Vanno assolutamente aumentate le sedute operatorie e i posti letto,va data alla Breast-Unit un reparto e una sistemazione logistica rispettosa delle donne malate e delle operatrici.
Ulteriore criticità da sanare urgentemente è la istituzione di ambulatori dedicati ai tumori al seno ereditari BRCA 1/2 e altri geni, con il percorso aziendale dedicato: diagnosi con esami eseguiti all’interno, terapia medica e chirurgica e controllo di tutta la famiglia. Nonostante progetti e proposte avanzate dai dirigenti medici della Breast-Unit, i finanziamenti regionali e le norme nazionali e regionali,i tumori al seno ereditari non trovano in azienda un percorso stabile .Anche per gli esami genetici i pazienti vengono inviati al privato nonostante che la azienda ospedaliera universitaria Ruggi abbia un professore universitario di genetica e un laboratorio genetico completo presso la facoltà di medicina.
La mortalità nei tumori al seno (ma non solo) geneticamente dipendenti è il 50% in più e senza questi accertamenti si scoprono i tumori troppo tardi, danneggiando soprattutto le ragazze e i ragazzi. L’azienda ritiene così importante la lotta ai tumori al seno e la tutela della salute delle donne che lascia la Breast in una situazione logistica vergognosa, con piccolissimi ambulatori, che rendono difficile fare in sicurezza prestazioni assistenziali, medicazioni e attività gestionali. Non esiste una medicheria ,uno spogliatoio, un locale sosta per i sanitari. Negli scorsi anni ci era stato garantito che avrebbero dato alla Breast-Unit due stanze contigue e un vero reparto di degenza. Ci era stato garantito che il reparto lasciato vuoto sarebbe stato occupato dalla Breast, da condividere forse con la chirurgia plastica. Con la chiusura della riabilitazione al Da Procida, la riabilitazione ha preso una parte del reparto e al posto della breast va la chirurgia plastica ,mentre altri medici e la breast rimane sempre nelle stesse infelici condizioni. Le donne che sono la maggioranza della popolazione, e il tumore al seno femminile, con una mortalità che al sud è superiore a quella del centro nord, e con una speranza di vita che per le donne del Sud è inferiore di quattro anni alle donne del nord, non meritano ne’ investimenti ne’ un reparto. Chiediamo che si metta fine a tutto ciò e che venga data rispetto e dignità alle donne e alle loro patologie e che venga data una sistemazione logistica e funzionale alla Breast-Unit dignitosa e funzionale”- chiedono per Cittadinanzattiva e Tribunale dei diritti del Malato Margaret Cittadino Maria Grazioso Maria e Pasquale Trotta.




































