Con una sola seduta operatoria durata meno di due ore, l’équipe cardiologica di Mirano ha compiuto sul cuore di un paziente un intervento, primo nel suo genere in Italia, che ha contestualmente riguardato due delle valvole cardiache. “Nel corso del medesimo intervento di emodinamica – spiega il Primario, il dottor Salvatore Saccà – abbiamo sostituito la valvola tricuspide e riparato la valvola mitrale. L’intervento ha riguardato un paziente di 82 anni, è stato realizzato senza l’utilizzo di mezzo di contrasto, e costituisce motivo di orgoglio per l’Emodinamica di Mirano e per tutta l’Ulss 3 Serenissima: nel Triveneto, solo un’altra équipe ospedaliera è in grado di realizzarlo nella sua complessità, e ci risulta che un intervento equiparabile non sia ancora stato fatto in Italia”. Il paziente, residente nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima, era affetto da un’insufficienza tricuspidalica torrenziale: “Significa che la valvola che nel cuore mette in collegamento l’atrio ed il ventricolo destri – spiega Saccà – aveva totalmente perso la sua capacità di chiudersi, lasciando le due camere cardiache in costante comunicazione. A causa di questa condizione, il paziente manifestava una marcata dispnea, cioè una sensibile difficoltà a respirare. A questa situazione si aggiungeva, sempre provocata dal problema alla valvola tricuspide, una seria astenia, cioè una grave condizione di debolezza generale e spossatezza fisica e mentale, che impattava in maniera significativa sulla sua qualità di vita, nonostante la terapia medica fosse ai dosaggi massimi tollerati”. A causa dell’elevato rischio cardiochirurgico e della particolare severità dell’insufficienza della valvola, che è la più grande del cuore, su questo paziente non risultavano praticabili le terapie chirurgiche tradizionali: “Non c’era in sostanza la possibilità – spiega il Primario – di effettuare l’intervento di riparazione della valvola in cardiochirurgia percutanea. Così, la discussione multidisciplinare del caso, con il parere di emodinamisti e cardiochirurghi, ci ha portato a candidare il paziente all’intervento innovativo, e cioè la sostituzione della valvola per via percutanea. Praticato un foro di pochi millimetri in una vena all’altezza dell’inguine, ci siamo spinti con sottili cateteri fino al cuore, grazie ad un complesso sistema di navigazione; abbiamo raggiunto la valvola tricuspide, il cui diametro è superiore ai 5 centimetri, e l’abbiamo sostituita con una nuova”.Ma nella stessa seduta operatoria, oltre alla sostituzione della valvola tricuspide, l’équipe del dottor Saccà ha proceduto anche alla riparazione di un’altra delle valvole interne al cuore: “Risultava necessario intervenire sulla valvola mitrale – spiega il Primario – virata nell’ultimo mese ad una grave insufficienza, ed abbiamo quindi proceduto, su questa seconda valvola, ad una riparazione percutanea edge to edge, cioè con la sutura diretta dei due lembi mitralici, per ridurne l’eccessiva apertura e garantirne il corretto funzionamento”. “Questo intervento combinato di sostituzione tricuspidalica e contestuale riparazione della mitrale – conclude il dottor Saccà – è il primo del suo genere effettuato in Italia. Interventi di tale complessità rendono necessario un approccio multidisciplinare che coinvolge medici radiologi, cardiologi interventisti, cardiochirurghi, cardiologi ecocardiografisti, personale infermieristico ed ingegneri biomedici, tutti orientati verso la cura dei pazienti affetti da queste gravi patologie cardiache”. L’équipe di Emodinamica guidata dal dottor Saccà si conferma una delle cardiologie di riferimento regionali e nazionali: nell’Ospedale di Mirano ogni anno gestisce oltre 3000 ricoveri, effettua 2000 interventi di cardiologia interventistica ed elettrofisiologia, oltre agli esami di diagnostica invasiva e oltre alle 26mila prestazioni ambulatoriali erogate. Nell’ottica della collaborazione tra le équipe specialistiche dell’Ulss 3 Serenissima, è in grado di portare la sua competenza anche fuori dall’Ospedale miranese: l’intervento altamente innovativo dei giorni scorsi è stato eseguito dall’équipe del dottor Saccà nelle sale dell’Ospedale di Mestre, con stand by della Cardiochirurgia dell’Angelo diretta dal dottor Domenico Mangino e con la preziosa collaborazione preoperatoria del direttore della Radiologia di Mirano, il dottor Giuseppe Tropeano.




































