Board Game Social Club e Giochi Uniti inaugurano «BGSC Inside — Il Gioco Oltre le Mura»: una dotazione permanente di giochi e librerie in legno donati dall’editore, un metodo fondato su condivisione e autonomia e un modello pronto a uscire dal carcere per arrivare in tutti i luoghi in cui il gioco da tavolo può fare la differenza.
Si inaugura oggi, martedì 29 settembre 2026, alle ore 11:00, la ludoteca permanente dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, a Bagnoli (Napoli). Lo spazio nasce da BGSC Inside, il progetto ideato e realizzato insieme da Board Game Social Club (BGSC) e dall’editore Giochi Uniti, con il contributo di Gabriele Mari dell’Associazione Educatori Ludici. Giochi Uniti ha donato 19 titoli in 121 copie e le librerie in legno che li ospitano, collocate nel locale che l’Istituto ha destinato alla ludoteca e a disposizione stabile dei ragazzi e del personale.
Una dotazione che resta, un metodo che la fa vivere. Le sessioni sono condotte da operatori e dimostratori ludici BGSC che agiscono come facilitatori: insegnano le regole, accompagnano il gruppo, gestiscono ritmo e clima del tavolo e si rendono progressivamente non indispensabili, perché i ragazzi continuino a giocare in autonomia e insegnino i giochi ai nuovi arrivati. Il gioco da tavolo è un sistema di regole condivise: il confronto tra i giocatori è previsto, si svolge dentro la partita e lì si esaurisce. Il progetto lavora sulla prevenzione e gestione del conflitto, sul rispetto delle regole, sulla comunicazione e l’integrazione e, in via complementare, sull’alternativa alle condotte di gioco d’azzardo, in coerenza con la funzione rieducativa della pena.
Dal primo gioco a Catan in due incontri. La collezione è organizzata per complessità crescente: dai giochi di approccio come Arbolito, che non richiede lingua né numeri, a Carcassonne con tre varianti, fino a Catan, traguardo del percorso; completano la dotazione cinque libri-gioco. Al primo incontro preparatorio, il 25 agosto, hanno partecipato 12 ragazzi: i due ragazzi stranieri hanno giocato alla pari con gli altri, tre ragazzi hanno chiesto spontaneamente di passare a Carcassonne, due ragazzi inizialmente diffidenti si sono uniti con interesse. Al secondo, l’8 settembre, 6 ragazzi hanno giocato a Catan su due tavoli, portando a termine le partite. In entrambi gli incontri la richiesta è stata la stessa: «Quando tornate? Che gioco proveremo?».
Il segnale più forte è arrivato dall’Istituto stesso: un educatore ha utilizzato in autonomia una copia di Catan fuori dalle sessioni programmate, proponendola ad altri ragazzi che non avevano partecipato all’attività. I ragazzi hanno giocato da soli e hanno chiesto di approfondire. È il senso della ludoteca: uno strumento che funziona anche quando gli operatori non ci sono.
L’inaugurazione. La giornata è partita con la presentazione del progetto e i saluti della Direzione e dei promotori, proseguendo con la consegna formale della ludoteca alla presenza dei ragazzi dell’Istituto. Fin da subito i tavoli di gioco predisposti si sono popolati e gli ospiti hanno potuto sedersi e giocare insieme ai ragazzi. I titoli più giocati non sono stati i giochi più semplici, ma i giochi moderni. Carcassonne e Catan si sono confermati un driver d’incontro e un veicolo comunicativo molto potente.
Hanno partecipato alla giornata, tra gli altri, Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli; Paola Brunese, presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Samuele Ciambriello, garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale; Chiara Marciani, assessora alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; Anna Di Vaio, referente per la Giustizia riparativa del Comune di Napoli; Anna Caserta, CPA Napoli, con il Centro per la Giustizia Minorile di Napoli; e Gianluca Guida, direttore dell’IPM di Nisida, con il suo staff.
Board Game Social Club ringrazia Gianluca Guida, Direttore dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, l’area
educativa e tutto il personale dell’Istituto per l’accoglienza e la collaborazione accordate fin dai primi incontri, e Stefano De Carolis e Giuseppe De Carolis di Giochi Uniti per aver creduto nel progetto e averlo reso concreto con la donazione dei giochi e delle librerie.
Il valore del percorso è stato riconosciuto anche all’interno dell’Istituto. In una lettera indirizzata a Board Game Social Club, la Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria dell’IPM di Nisida, Eleonora Ascione, scrive:
«Desidero esprimere un ringraziamento a tutti voi per il progetto che avete realizzato per i nostri ragazzi.
Il gioco all’interno della nostra realtà rappresenta infatti uno strumento pedagogico di eccellenza in quanto
veicolo di valori quali rispetto delle regole, cooperazione, la capacità attentiva e strategica.
L’attività svolta ha stimolato la mente e l’immaginazione, offrendo una temporanea “evasione mentale”
contrastando il processo di isolamento emotivo, favorendo l’interazione positiva tra i ragazzi.
Infatti, per raggiungere gli obiettivi del gioco si è reso necessario collaborare, negoziare, pianificare e
comunicare, competenze cruciali in vista del futuro reinserimento sociale e lavorativo. Così come fondamentale si è rivelata la gestione della “sconfitta” e della “vittoria”.
Caramente, sento di ringraziare tutti voi.»
— Dirigente di Polizia Penitenziaria Eleonora Ascione, Comandante di Reparto, IPM di Nisida
«A Nisida abbiamo visto concretamente fin dove può arrivare il gioco: ragazzi che si sono avvicinati al gioco da tavolo moderno e che, incontro dopo incontro, sono arrivati ad affrontare e portare a termine anche giochi strategici di media difficoltà. Attorno a quel tavolo non si impara soltanto a giocare: ci si confronta, si rispettano regole, si prendono decisioni e si condivide un’esperienza con gli altri. Per noi Nisida non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza: vogliamo trasformare questa esperienza in un modello di ludoteca permanente e replicabile, capace di portare il valore sociale del gioco da tavolo anche in altri contesti.»
— Luca Petrucci, Founder e CEO di Board Game Social Club
«Quello che è successo a Nisida ci emoziona e conferma una cosa in cui crediamo profondamente: il gioco porta benessere. Sedersi attorno a un tavolo è un’interazione guidata: permette di fermarsi, avere il proprio spazio e sentirsi parte di qualcosa. È supporto sociale e psicologico nella sua forma più semplice e più potente, e funziona anche con chi ha difficoltà a relazionarsi. Per questo, il nostro prossimo passo sarà portare il gioco nei luoghi della salute, dove una partita può diventare leggerezza e sostegno nel percorso di cura, e nelle scuole, per offrire nuovi stimoli e nuove metodiche di apprendimento. Il gioco non sostituisce la terapia o la didattica, ma può accompagnarle: e noi vogliamo esserci, tavolo dopo tavolo.»
— Federica D’Emma, Founder e COO di Board Game Social Club
Tutte le attività si svolgono in coordinamento con l’Istituto e nel rispetto integrale delle sue procedure. Nel rispetto della normativa a tutela dei minori, le immagini diffuse non ritraggono i volti dei ragazzi né contengono elementi che ne consentano l’identificazione.




































