Le due giovani sono affette da cardiomiopatia ipertrofica e sono le prime pazienti in etร pediatrica dellโOspedale di Bergamo a essere sottoposte allโimpianto di un dispositivo per il monitoraggio da remoto della pressione arteriosa polmonare. Le due procedure sono state effettuate mercoledรฌ 23 settembre dallโรฉquipe della Cardiologia 2 โ cardiopatie congenite del bambino e dellโadulto dellโASST Papa Giovanni XXIII.Il sensore CardioMEMS รจ un dispositivo delle dimensioni di una graffetta che, una volta posizionato nellโarteria polmonare durante una procedura minimamente invasiva, monitora le variazioni di pressione polmonare che indicano un peggioramento dellโinsufficienza cardiaca. Il sensore trasmette in modalitร wireless le letture della pressione quotidiana al team ospedaliero, consentendo ai cardiologi di modulare la terapia farmacologica in tempo reale per combattere la progressione verso lโinsufficienza cardiaca in fase successiva. Si tratta di una procedura finora utilizzata prevalentemente nei pazienti adulti e che rappresenta, in ambito pediatrico, una delle prime esperienze in Italia e lโunico nel Nord Italia. Le due pazienti sono seguite dalla Chirurgia dei trapianti e del trattamento chirurgico dello scompenso e in particolare da Attilio Iacovoni, cardiologo della struttura che afferisce al Dipartimento cardiovascolare, diretto da Michele Senni. Le procedure sono state eseguite dalla Cardiologia 2 โ cardiopatie congenite del bambino e dellโadulto con il cardiologo interventista Domenico Sirico, con il Direttore Francesca Raimondi che ha contribuito nella valutazione e selezione dei casi da sottoporre alla nuova procedura. โLโintroduzione di questa metodica ha un duplice obiettivo โ spiega Domenico Sirico – da una parte rendere piรน precisa e tempestiva la gestione clinica dello scompenso, favorendo una presa in carico sempre piรน efficace anche a domicilio; dallโaltra ridurre la necessitร di ricorrere a misurazioni seriali invasive della pressione polmonare attraverso il cateterismo cardiacoโ. Questโultimo รจ un aspetto particolarmente rilevante in etร pediatrica, dove la ripetizione del cateterismo cardiaco comporta non solo lโesposizione ai rischi propri di una procedura invasiva, ma anche un impatto significativo sul piano psicologico, considerando che viene effettuato in sedazione. Il monitoraggio da remoto consente invece di acquisire informazioni cliniche importanti attraverso una procedura semplice e ripetibile a domicilio. Lโesperienza rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo di un modello di assistenza cardiovascolare pediatrica sempre piรน orientato al monitoraggio continuo, alla personalizzazione della terapia e alla possibilitร di gestire a domicilio una parte significativa del percorso di cura, riducendo al contempo il ricorso a procedure invasive.โL’introduzione di tecnologie come questa ci permette di continuare a offrire cure tempestive, senza dover ricorrere ogni volta a procedure invasive โ sottolinea il Direttore sanitario Alessandro Amorosi. โ Per un bambino puรฒ fare una grande differenza. ร una direzione che stiamo giร seguendo, laddove possibile, e che potrร riguardare in futuro anche altri pazienti, soprattutto quelli piรน fragili, per i quali evitare procedure invasive puรฒ essere particolarmente importanteโ.โQuesta esperienza conferma il percorso di innovazione che la cardiologia pediatrica del Papa Giovanni XXIII promuove da anni โ commenta il Direttore generale Francesco Locati โ. Lโintroduzione di nuove tecnologie ha valore quando si traduce in cure piรน efficaci, tempestive e meno invasive, insieme allโinnovazione nelle procedure e nellโorganizzazione dellโassistenzaโ.




































