ยซLa procedura รจ ormai ben nota e consolidata sia dal punto di vista tecnico che tecnologico โ spiega il dott. Giovanni Morani, direttore della Cardiologia del San Bortolo -, ed รจ frutto di importanti studi clinici su larga scala che hanno permesso di definire con chiarezza efficacia e sicurezza. ร relativamente semplice, viene svolta in emodinamica dai nostri Cardiologi, che inseriscono un catetere attraverso lโarteria femorale e vanno, con la radiofrequenza (ma sono disponibili anche gli ultrasuoni), a โmodulareโ lโattivitร delle terminazioni nervose responsabili riducendo lโiperattivazione simpatica e quindi i segnali errati che sono alla base della risposta ipertensiva. Si svolge in sedazione locale, ed รจ in genere di durata abbastanza breve. ร determinante, per un buon successo della procedura, un approccio multidisciplinare per arrivare ad un corretto inquadramento diagnostico ed una precisa identificazione dei candidati che effettivamente possono beneficiare dellโintervento descrittoยป.I benefici iniziano a manifestarsi dopo qualche settimana e nellโarco di 6 mesi la pressione si stabilizza, consentendo di ottenere una riduzione della pressione pari a circa 5-15 punti, fino a 20-25 nei casi di massima risposta alla procedura, che si configura cosรฌ come una nuova ed efficace opportunitร di terapia.In questo modo รจ possibile ridurre in modo significativo i rischi tipici dellโipertensione incontrollata, che rappresenta il fattore di rischio piรน importante per ictus, infarto del miocardio, aneurismi, arteriopatie periferiche, insufficienza renale cronica, retinopatie e con lโavanzare dellโetร anche disturbi della memoria.A Vicenza la tecnica sarร al centro di un workshop il prossimo 22 aprile ” un confronto tra gli specialisti che gestiscono l’ipertensione arteriosa all’ospedale di Vicenza”, dice il dottore Mazza con l’obiettivo di creare un percorso diagnostico- terapeutico nell’azienda ULSS 8 Berica




































