E’ ovviamente il risultato di un lavoro collettivo del team del Campus Biomedico di Roma, composto oltre che da Domenico Benvenuto, dal prof Massimo Ciccozzi e le sue colleghe Silvia Angeletti e Marta Giovanetti, che al termine di quattro giorni e quattro notti di ricerca ha individuato la mutazione sulla proteina che permette al virus di effettuare il passaggio all’uomo. Domenico Benvenuto, diplomato nel 2014 al liceo scientifico Gian Camillo Glorioso di Montecorvino Rovella, ora al sesto anno di Medicina al Campus Biomedico di Roma, ha scoperto quella che è a tutti gli effetti la chiave per aprire la porta di una cura e quindi di un vaccino per contrastare l’epidemia che spaventa tutto il mondo. “È come se avessimo finalmente la chiave del virus disegnata in 3D, cioé ora sappiamo bene come è fatto e questo agevolerà i ricercatori nella messa a punto di un “antifurto”, un farmaco antivirale specifico che impedisca alla “chiave” di funzionare. Il mio sogno è quello di diventare non solo medico ma anche ricercatore specializzato in medicina molecolare, una branca che il professor Ciccotti ha sviluppato nel campus con enorme impegno e dedizione“- ha dichiarato il giovane ricercatore al Corriere del Mezzogiorno. Il team romano ha mappato il genoma del coronavirus, ricostruendone scientificamente la struttura, lavorando in contemporanea con altri gruppi di ricerca di tutto il mondo, riuscendo per primo a ricostruire la proteina del nuovo virus con le relative mutazioni rispetto a quello della Sars e di un altro coronavirus del pipistrello. Si tratta di una scoperta di grandissima importanza: la ricostruzione genetica del coronavirus permetterà di comporre scientificamente gli agenti in grado di contrastare l’azione del virus nel corpo umano, consentendo la creazione di un vaccino, ma anche cure efficaci per chi abbia già contratto il virus




































