Due settimane di valutazioni e confronto. Prima il Ministero della Salute, poi lโOECI, lโorganizzazione europea che riunisce i grandi istituti oncologici del continente. Il Pascale ha messo sul tavolo ricerca, assistenza, studi clinici, brevetti e organizzazione, mostrando il percorso compiuto negli ultimi anni e una realtร nella quale ricerca e cura sono sempre piรน integrate.La visita di verifica quinquennale dellโOECI arriva, peraltro, in una giornata particolarmente favorevole per la comunitร scientifica del Pascale. Ieri รจ stata pubblicata la nuova classifica Stanford-Elsevier degli scienziati piรน citati al mondo: sono 14 gli oncologi dellโIstituto presenti nella graduatoria. Un riconoscimento individuale che si aggiunge alla fotografia complessiva di una ricerca che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita significativa.Perchรฉ dietro il percorso europeo ci sono numeri concreti. Nel giro di cinque anni i progetti di ricerca ottenuti attraverso bandi competitivi sono raddoppiati: 90 nel 2025 contro i 45 del 2021. E sono cresciuti anche i finanziamenti europei: nove progetti sostenuti dalla Commissione Ue, contro i cinque di quattro anni prima, per quasi 45 milioni di euro complessivi raccolti nellโarco del quinquennio.Ma รจ soprattutto la qualitร della produzione scientifica a segnare il cambio di passo. Aumentano le pubblicazioni e il loro impatto, ma cresce anche il numero dei lavori nei quali i ricercatori del Pascale occupano le posizioni piรน rilevanti, da primo, ultimo o corresponding author. Sono circa il 30 per cento delle pubblicazioni dellโIstituto, una quota quasi raddoppiata rispetto al 2021.Poi ci sono i pazienti. Nel 2025 al Pascale erano attivi quasi 400 studi clinici. Una parte della ricerca finisce cosรฌ direttamente nei reparti, offrendo ai malati la possibilitร di accedere a terapie e strategie ancora non disponibili nella pratica clinica ordinaria.Anche qui arriva una conferma esterna. Nellโultimo rapporto Aifa, relativo al 2024, il Pascale risulta primo tra gli istituti italiani non universitari e monotematici per numero di studi accademici promossi: ricerche ideate e sviluppate direttamente allโinterno dellโIstituto, spesso nate nei laboratori.La stessa traiettoria si vede nei brevetti. Le famiglie brevettuali sono passate dalle cinque del 2021 alle 13 attuali.<Sono numeri importanti โ dice il direttore scientifico Alfredo Budillon โ frutto dellโenorme lavoro fatto in Istituto nel riorganizzare le linee di ricerca, i servizi a disposizione dei ricercatori, ma soprattutto del grande valore dei nostri ricercatori>.Il punto, adesso, รจ non perdere per strada proprio quelli piรน giovani. <Soprattutto ai piรน giovani e brillanti, ancora in posizioni precarie, dobbiamo riuscire a garantire opportunitร di crescita e percorsi piรน stabili di carriera>, sottolinea Budillon.Durante la visita, lโOECI ha indicato tre elementi come particolarmente significativi. Il primo riguarda gli infermieri, per la dedizione ai pazienti ma anche per la disponibilitร a partecipare alla ricerca e alla formazione. Il secondo รจ lโintegrazione tra ricerca e assistenza, considerata uno dei tratti distintivi del Pascale. Il terzo รจ la posizione dellโIstituto nella rete oncologica campana, costruita negli anni e oggi osservata con interesse anche in ambito europeo.<LโIstituto ha risposto con entusiasmo, rigore e organizzazione>, racconta Budillon. Le commissioni, riferisce il direttore scientifico, hanno espresso apprezzamento durante le verifiche.La visita dellโOECI rappresenta cosรฌ anche un momento di confronto sul lavoro svolto e sulle sfide che attendono lโIstituto. <Possiamo e dobbiamo fare di piรน e meglio>, dice Budillon. Anche perchรฉ sul tavolo cโรจ giร una nuova partita: il bando della Regione Campania mette a disposizione 40 milioni di euro per la ricerca oncologica.Risorse che il Pascale considera decisive per dare continuitร alle iniziative nate con il PNRR e trasformare i risultati degli ultimi anni in una struttura di ricerca ancora piรน stabile.<Il confronto con lโOECI – sottolinea il direttore generale dell’Irccs, Maurizio di Mauro – rappresenta per il Pascale molto piรน di una verifica: รจ un momento di valutazione del percorso compiuto e, allo stesso tempo, unโoccasione per misurarsi con gli standard dei piรน importanti centri oncologici europei. I risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano che lโIstituto ha costruito una capacitร crescente di fare ricerca, attrarre risorse e trasformare lโinnovazione scientifica in nuove possibilitร di cura. ร questa la strada che dobbiamo continuare a percorrere, con ancora maggiore ambizione.Il riconoscimento, poi, dei nostri ricercatori nella classifica Stanford-Elsevier e ci dicono che siamo sulla direzione giusta. Ora la sfida รจ consolidare questo patrimonio, investendo sulle competenze, sui giovani, sulle infrastrutture e su unโorganizzazione sempre piรน capace di accompagnare la ricerca fino al letto del paziente>.




































